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Abbasso le baraonde. Attenti ai pericoli della possibile “Autonomia differenziata”

Attenti ai pericoli. Non lasciamoci frastornare dalla perenne propaganda dei governanti odierni.

Lasciamo che via via si attuino “Quota 100” e “Reddito di cittadinanza” svelando i benefici (si teme pochi) e i danni (si teme tanti) che creeranno.
Non lasciamoci frastornare da due “giovinastri” di Di Maio e di Di Battista, che “twuittando” sorridenti, con allo sfondo la sede del Consiglio UE a Strasburgo, diffondono sciocchezze sull’Europa, accusando chi e come possa loro offrire occasione di qualche facile consenso. Furbamente interessati a seminare divisioni… e scontri verbali tanto offensivi quanto inopportuni e dannosi, dettati pure dall’ignoranza dei fatti. Hanno avuto la fortuna di trovarsi in ruoli di grande rilievo politico e istituzionale grazie ai comportamenti politicamente “scellerati” e alle reiterate scelte sociali sbagliate dei predecessori. 

Invece di “umilmente apprendere”, boriosamente lanciano parole di rancore, di odiosità, superati in questo da Salvini. 
Con continue contraddizioni, ingannano impunemente; pericolosamente lo fanno sul ritornello della “democrazia diretta” (diretta da 2-3 di loro).
I Ministri continuano spavaldi nelle giravolte, con l’impavido osanna di salotti televisivi riempiti da persone che battono le mani contemporaneamente agli stessi Si e agli stessi No, incoraggiate dall’eccitato plauso dei conduttori.

Salvini e Di Maio se la prendono a parole con le banche, poi deliberano miliardi di garanzie a quelle vicine al fallimento adottando le stesse procedure di sempre, quelle che avevano contrastato accusando gli altri.
Ora si danno vanto e vogliono regalare un miliardo e mezzo, non per ristorare, come sarebbe giusto, soltanto i veri risparmiatori, ma includendo anche i falsi risparmiatori, gli investitori. Lo fanno con soldi non presi dalle ricchezze dei proprietari e dei “banchieri” che le hanno amministrate male le banche, portandole al dissesto, ma dal bilancio dello Stato, cioè dalle tasche del “popolo”, di quello presente, di noi tutti, e di quello futuro (sono soldi a debito). 
Sanno che ciò contrasta con il “Bail lin” (secondo le cui norme i debiti delle banche, che sono private, li devono pagare chi le ha amministrate, chi ne ha la proprietà e chi se n’è servito per fare certi investimenti consapevolmente a rischio). Sanno che se persevereranno il Paese Italia sarà multato: e pagheremo tutti, (il popolo).

Non lasciamoci frastornare dallo “spogliarellista” Salvini che pensa di trovarsi su una infinita passerella dalla quale mostrare boriosi atteggiamenti, infarciti di accuse, di volgarità, di false sfide, arrivando ad assurdi paragoni tra il campo di concentramento di Auschwitz e le foibe di Baisizza: località di tragedie umane da richiamare con rispetto e non propagandisticamente. Sono luoghi nei quali si sono consumate delle disumanità, però per cause, comunque inaccettabili, ma diversissime! 
Borioso fino a sfidare la Magistratura, invocando l’iscrizione sul registro degli indagati per il “sequestro dei 47 della nave Diciotti”, salvo rifiutarsi di accettare l’autorizzazione a procedere per andare a giudizio: vuole l’immunità, perché ha agito in nome della “politica”, imponendo la chiamata a al suo fianco dell’intero Governo. Giustificazione ancora più grave del reato accusato. Mentre i pentastellati che gridavano contro la casta, fattisi mettere all’angolo, si apprestano a convertire il loro grido di battaglia da “onestà… onestà” a “immunità… immunità”. C’è un pericolo per la democrazia: Se, invocando la “politica”, fosse possibile giustificare ogni scelta dei Ministri, rendendola non sindacabile, si ritornerebbe al settecento, mandando al macero, pericolosamente, uno dei principi fondamentali delle moderne società: La Separazione dei Poteri.

Senza lasciarci frastornare: Ascoltiamo gli inviti del Presidente Mattarella: 
“Non bisogna disperdere gli ideali dell’Europa Unita”.
Siamo d’accordo. 
Ma si deve prima vigilare a non far disperdere intanto gli Ideali dell’Italia Unita!
Caro Presidente non è un allarme infondato. 
Fra qualche giorno il Governo dovrà esaminare le richieste delle Regioni dell’ex Lombardo-Veneto, a cui, per adesso, inopinatamente si è aggiunta anche l’Emilia Romagna (ex regione rossa… cosa succede?)
Questo tipo di Governo, con Salvini che fa il Ministro di tutto, presumibilmente concederà la cosiddetta autonomia differenziata (bisognerebbe invece abolire le 5 autonomie speciali!). Dietro a questa espressione accattivante si camuffa l’antica richiesta secessionista del condannato per “furto” Bossi, “padre” della Lega, e di Salvini e soci: antico progetto di disgregazione dello Stato Unitario… che riaffiora.

La Costituzione stabilisce ben altro, per l’autonomia, senza mistificare con lo svolgimento di referendum mirati e sfaldarne i principi.
Il loro concetto è semplice: siamo Regioni ricche, stiamo versando troppo per il bilancio dello Stato, vogliamo versare di meno, trattenendoci più entrate (15-20-40 miliardi!) per lo sviluppo e le esigenze delle “nostre popolazioni”, vogliamo legiferare su varie materie (Istruzione regionalizzata?).

Potrebbe sembrare una giusta rivendicazione. Ma è invece ingiusta e pericolosa.
Tutti sappiamo che ad oggi le Regioni del Nord hanno un livello di ricchezza due e tre volte superiore a quello, per esempio, della Calabria. 
Sono fermamente convinto che lo Stato unitario italiano andava realizzato: nessuna nostalgia filo-borbonica, nessuna velleitaria proclamazione della “sgarbiana” Repubblica della Magna Grecia! Certe sciocchezze sono dannose anche se giustificate quali provocazioni, perché distolgono dalle realtà.
Da meridionale ho sempre manifestato la critica che, semmai, avrebbe dovuto essere guidato dal Sud il processo di unificazione. Proprio dai Borboni, che però, in complicità con la Chiesa, si mostrarono del tutto inetti, ostili all’unità, fuori dal contesto storico del tempo che procedeva su una strada: indipendenza dei Popoli e formazione di Stati unitari. Lo Stato unitario andava fatto, però non si può tacere che lo Stato unitario è stato poi realizzato male, con un immenso costante, prolungato e perdurante sacrificio delle regioni meridionali. Sempre mal ripagate.

La ricchezza del Nord e il suo livello di sviluppo sono potuti divenir tali perché:
-Il Risorgimento è stato alimentato da grandi ideali a cui hanno dato corpo anche personalità meridionali
-dal 1870 in avanti il bilancio italiano ha potuto consolidarsi grazie alle “rimesse degli emigrati “ da paesi europei ed extra continente ( da emigrati in gran parte meridionali), rimesse servite soprattutto per piani di investimento nel Nord
-agli inizi del 900 parte l’industrializzazione italiana, al Nord : con quali soldi? 
-nel 15-18 centinaia di migliaia di giovani meridionali sono rimasti insepolti sui pendii alpini, per difendere il “sacro suolo italico”, sottratti alle loro regioni sulla base di promesse neppure poi rispettate (le terre) e subendo anche episodi ignominiosi
-il territorio italiano ha poche risorse naturali, come ferro e carbone, indispensabili all’avvio dell’industria pesante : con quali soldi sono state importate?
-nella seconda guerra mondiale centinaia di migliaia di meridionali sono tragicamente scomparsi, per onorare la Patria, in tutti i diversi fronti aperti dalla disastrosa ambizione imperialistica fascista di Mussolini
-Il nostro Paese è divenuto importante ( 5°-6° posto al mondo ) nel settore manifatturiero , trasformazione di materie prime importate , da dove, come pagate?
-sul territorio sono realizzate infrastrutture importanti e costosissime per perforare in più parti le Alpi, per collegare l’Italia all’ Europa con una rete ferroviaria e stradale concentrata nel centro Nord, dove si sono rafforzati anche i porti, e basta. 

Il Sud non è esistito! 
Cristo si è fermato ad Eboli!
L’alta velocità arriva a Napoli-Salerno! Più sopra di Eboli…
-non avevamo fonti di energia e abbiamo sottoscritto trattati (con De Gaspari) scambiando vagoni di carbone dal Belgio con masse di lavoratori reclutati quasi tutti nel Sud (la tragedia di Marcinelle, non va commemorata come disgrazia e basta… dovrebbe illuminare le coscienze in più direzioni)
– milioni di meridionali sono stati reclutati per reggere cantieri, catene di montaggio, fabbriche al Nord, desertificando demograficamente interi territori, ora in abbandono 
-centinaia di migliaia di giovani istruiti sono stati indotti, (il fenomeno continua) a spostarsi verso il Nord e anche fuori, in Europa o negli USA, in Canada, in Australia, impoverendo definitivamente vaste aree del Sud , che non hanno più risorse umane per riscattarsi…

Mi rendo conto che ogni concetto espresso meriterebbe una compiuta argomentazione. Mancano, per esempio, le nostre colpe di meridionali, piuttosto proni e sottoposti ad una duplice cappa: una dovuta alla sottocultura del salveminiano “ascarismo”, l’altra, drammatica, delle faide, con malaffare e delinquenza: entrambe cause però ben foraggiate da complicità centrali.
Né sono propizi, paradossalmente, alle sorti del Sud i comportamenti dei milioni di meridionali integratisi nel Nord. Troppi di loro si sono accodati ai vituperi su “Roma ladrona” e sui “fannulloni del mezzogiorno”, con denigrazioni, con il leitmotiv leghista affiorato anche nelle espressioni dell’attuale Ministro “leghista” dell’Istruzione, rivolte al Personale scolastico del Sud! 
Per adesso interessa sollevare la questione: attenti ai rischi dell’egoismo del Nord!

I loro atteggiamenti egoistici favoriscono insorgenze contrapposte di revanscismo con focolai, anch’essi di sottocultura pronti a fomentare nel Sud opinioni che devierebbero dalle vere e reali questioni meridionali. Diciamoci… Diciamoglielo
Lombardi, Veneti e altri pensano che le ricchezze di quelle terre siano ricchezze loro: No, quelle sono ricchezze del Popolo italiano. Sono frutto di sacrifici, rinunce, scelte che son servite a creare quello sviluppo del quale loro stanno godendo e il Sud no.
Caro Presidente, visto che Lei ci richiama, giustamente e “condivisibilmente”, ai valori di sentirsi comunità europea ed agli ideali dell’unità degli italiani, quando si troverà a leggere le norme sulla “subdola” autonomia finanziaria, che Le presenterà il Governo, se si ravvisano rischi, sia determinato: le rispedisca indietro.
Le norme potrebbero divenire una mina vagante, disgregante, nelle coscienze dei meridionali, perché eventualmente e sciaguratamente lo sono già state nei comportamenti egoistici degli altri……
Ecco, la “Diffida”inviata al Governo perché non proceda, deliberata all’unanimità dal Consiglio Regionale della Calabria è stata una buona e giusta iniziativa. 
Però non basta affidarsi a ragionamenti che possono essere scambiati per lagnanze di natura economica. No, devono di più essere sostenute le argomentazioni valoriali e ideali per il rafforzamento di uno Stato unitario, uno Stato di italiani, non di italiani differenziati , più di quanto non siano già inaccettabili le differenze economiche e sociali che vanno urgentemente contrastate, non aggravate! 
Abbasso le autonomie camuffate
W l’Unità d’Italia
W la Comunità degli Italiani – Europei

N.B: Le tonalità polemiche di alcune espressioni non devono distogliere dalla riflessione sulle finalità stesse del contenuto, condivisibili o no. Purché si ci pensi.

di: Angelo Falbo

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