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Abbazia di Corazzo: svolta con gli interventi di restauro, consolidamento e valorizzazione

In merito agli interventi sull’Abbazia di Corazzo di Carlopoli, finanziati dalla Regione Calabria, riguardo l’iter e i vari passaggi che hanno portato alla definizione dell’assegnazione di un milione di euro – annunciata di recente con una dichiarazione dall’assessore regionale ai Beni Culturali, Maria Francesca Corigliano – vengono delineati (come di seguito riportiamo pubblicando la nota stampa) da Pasquale Mancuso, Componente Assemblea Nazionale PD e già vicepresidente Comunità Montana del Reventino.

<<Dopo un lunghissimo periodo caratterizzato da sottovalutazioni colpevoli e rimozioni negligenti dobbiamo, per intero, al presidente della Giunta regionale Mario Oliverio e dalla sua giunta regionale il pieno merito di avere riconsegnato l’Abbazia di Corazzo al ruolo che le competeva, restituendole quella strategicità irrinunciabile che, simbolicamente, ha sempre rappresentato per la memoria straordinaria legata anche alla biografia luminosa di Gioacchino da Fiore.

L’impegno fu assunto da Mario Oliverio, nell’estate del 2014, durante le Primarie del centrosinistra, quando scelse di fare “tappa” proprio a Corazzo per rendersi conto, direttamente, dello stato dei ruderi e dell’azione di promozione svolta, fino ad allora ed in solitudine, dall’amministrazione comunale di Carlopoli.

Immediatamente dopo la sua elezione, il presidente Oliverio volle incontrare la civica amministrazione di Carlopoli, nella sede di Palazzo Alemanni a Catanzaro, ed è in quella circostanza che fu tracciato il percorso che oggi si va compiendo positivamente.

E’ necessario aggiungere, per comprendere il duro impegno amministrativo che è stato necessario mettere in campo, che la Regione Calabria non disponeva, e non certo per responsabilità di Mario Oliverio, di una catalogazione dei beni naturali e culturali di rilevanza strategica regionale e che tale adempimento, dopo un laborioso ma preziosissimo lavoro tra le strutture amministrative regionali (il Nucleo Regionale di Valutazione e Verifica degli Investimenti Pubblici) ed il Segretariato Regionale del Ministero dei Beni e delle Attività Cultuali e del Turismo per la Calabria ha consentito, per la prima volta, la catalogazione, non la classifica, delle Aree di attrazione naturali e culturali di rilevanza strategica per come contenuto nella Deliberazione della Giunta regionale n. 273 del 20 giugno 2017.

Il Comune di Carlopoli, ovvero l’Abbazia di Santa Maria di Corazzo, rientra tra le venti Aree di rilevanza strategica culturale, in altrettanti Comuni, della nostra provincia.

Grazie a questo lavoro è stato possibile – con la Deliberazione n. 217 del 5 giugno 2018 –  rendere attuazione alle misure del POR Calabria FESR FSE 2014/2020 – Azione 6.7.1 e 6.7.2 –  utilizzando, come naturale ed ovvio, la predisposizione di apposite schede da parte dei competenti organi tecnici dello Stato che sono gli unici  abilitati a stabilire le tipologie di intervento sui siti individuati (nel caso di Corazzo sono previsti, inequivocabilmente, interventi di restauro, consolidamento e valorizzazione) ed in conseguenza delle quali la Giunta regionale individua le risorse da destinare al bene culturale.

Le dichiarazioni rese, puntualmente, dall’assessore regionale ai Beni Culturali, Maria Francesca Corigliano, sono chiarissime e limpidissime in tal senso e non possono prestarsi,in nessun caso, ad interpretazioni libere ed arbitrarie, probabilmente frutto di deteriori localismi negativi e di chiara scarsa conoscenza degli atti amministrativi prodotti dal governo regionale.

Peraltro la stessa positiva attività di sindacato ispettivo promossa da Parlamentari eletti nella nostra Regione è chiaramente indirizzata a sollecitare ulteriori contributi ed apporti, da parte del Ministero competente, che possono, auspicabilmente ed è la nostra generale speranza, aggiungersi a quelli messi in campo dalla Regione Calabria.

Voglio sperare, infine, che intorno alla ritrovata centralità dell’Abbazia si sviluppi sempre di più quell’attenzione generalizzata e corale, senza distinzioni di sorta, perché questo scrigno di inestimabile valore rappresenti sempre di più il meglio della nostra memoria culturale e storica e possa essere consegnato,protetto e valorizzato per come merita, alle prossime generazioni>>.

di: La redazione

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