Ultime Notizie
Home » OPINIONI » Alla ricerca dei valori perduti: una rarità nella società moderna.

Alla ricerca dei valori perduti: una rarità nella società moderna.

Da giovane adulto ‘inoccupato’ o ‘disoccupato’, ma impegnato in molteplici attività, che ahimè non sono redditizie, non posso non vedere la pochezza e la mediocrità che sta soffocando le nostre belle realtà. Tutto viene addebitato con rapida nonchalance alla crisi economica. Certo siamo di fronte ad una crisi  che non ha eguali nella nostra nazione, dove sono stati raggiunti dei picchi notevoli soprattutto per quanto riguarda l’occupazione giovanile (12 % con dati aggiornati al 2016).  Ma siamo sicuri che la nostra sia solo ed esclusivamente una forte crisi finanziaria?

Io penso di no. Mi sto accorgendo, ormai da molto tempo, soprattutto qui al Sud, che vi è un forte disagio dal punto di vista dei valori; sempre più spesso avanza un’assurda mediocrità  che sta soffocando la nostra società. Le persone realmente dotate e capaci sono in via d’estinzione, sempre più rare o addirittura scartate proprio perché essendo capaci mettono in ombra i mediocri. Sicché quelle, magari con delle competenze fuori dal comune, sono scappate via dalla nostra terra per cercare fortuna altrove, forse proprio per paura di rimanere coinvolti anche loro in questo circolo vizioso fatto di banalità e di pochezza. Non voglio fare di tutte le erbe un fascio, anche perché qui ci sono persone che con tutte le forze cercano di non affogare, di rimanere a galla cercando di contrastare questo fenomeno in crescita.

È raro trovare però nei giovani il valore del rispetto. Ma mi viene da chiedere se qualcuno, genitori, insegnanti, glielo abbia insegnato. Perché bisogna stare molto attenti nel dare la croce addosso ai ragazzi del momento, io la darei agli educatori. La parola ‘rispetto’ deriva dal latino respicere, formato dal prefisso “re-” e da “spicere”, guardare.  Dunque osservare, esaminare, guardarsi intorno, rendersi conto di non essere soli, accettare gli altri, rispettare significa agire, usando, per chi ce l’ha, la ragione.

Non esiste più l’onestà che è diventata tragicamente un fattore che unisce molti settori della comunità nazionale. In Italia la disonestà ha assunto le dimensioni di un devastante e capillare fenomeno di massa, i cui rivoli sono entrati ovunque fino a peggiorare in modo sostanziale il tessuto della nostra convivenza civile. A tal proposito mi viene in mente il film del 1956 diretto da Camillo Mastrocinque dal titolo “La banda degli onesti” con il grande Totò e il mitico Peppino De Filippo; una pellicola nella quale i due comici mettono su una banda per stampare banconote false di 10.000 lire, una commedia briosa dove i falsari, alla fine, proprio per il loro forte valore di onestà decidono di costituirsi e di bruciare tutti i soldi.  

Altro valore che manca è quello della dignità, cioè mantenere un certo equilibrio nel rispetto delle leggi e delle regole. Immanuel Kant diceva: “La dignità è un valore senza prezzo: il valore di ogni persona è la base dell’autostima ma anche della consapevolezza che la natura razionale è comune a noi e agli altri”.

Oggi, nel 2017, ho decisamente paura. Paura di essere sconfitto, paura di annegare e affondare nel mare della modestia. Forse bisognerebbe essere un pochino arroganti?! Ma siamo rimasti in pochi dinosauri alla ricerca del bene perduto e la paura di non riuscire a sconfiggere questo male che attanaglia la nostra Regione, il nostro paese, è sempre più forte.

Il mio messaggio ai giovani, ma anche e soprattutto agli educatori, alle istituzioni, è di non fermarsi alla piattezza che la nostra società ci sta imponendo, la vita non finisce con i social network o con gli smartphone (che sono degli strumenti straordinari se usati con intelligenza). Leggete cari ragazzi, è imperativo che lo  facciate, cercatevi dei sani punti di riferimento, non bloccatevi davanti alle ovvietà, approfondite, ma più di ogni altra cosa reagite, non copiatevi, non imitatevi, uscite dalla banalità, siate unici, ognuno con una propria identità e costruiamo insieme il vostro e il nostro futuro.

 

di: Samuele Anastasio

Samuele Anastasio è nato a Soveria Mannelli nel 1984, si è laureato in Conservazione dei Beni Culturali presso l'Università della Calabria e successivamente ha conseguito col massimo dei voti la laurea magistrale in Archeologia Medievale presso l'Università degli Studi di Perugia. Ha pubblicato un saggio dal titolo "Abbazia di Santa Maria di Corazzo: storia, archeologia e leggende". Oggi commenta le partite interne del Catanzaro per la piattaforma sportiva Sportube.tv.

Verifica altro

Al Congresso del SPI – Cgil portato il saluto della Lega del Reventino

Al primo Congresso SPI – CGIL Area Vasta, svolto a Catanzaro, è stato portato il ...

Un commento

  1. Raffaele Cardamone

    Parole sagge! Parole – purtroppo – vere! E dico purtroppo, perché disegnano una società sempre più in disgregazione, nella quale sentire la parola “valori” suona quasi anacronistico. L’onestà, la dignità, il rispetto, il contrasto della mediocrità. L’opporsi, con le rimanenti forze, a quella Calabria “così così” che ho ritrovato anche nella parole di un grande giornalista e scrittore come Antonella Caporale e che ho cercato di riportare e commentare in un articolo pubblicato su questa stessa testata: http://ilreventino.com/quella-calabria-cosi-cosi-rivelata-corazzo-antonello-caporale-rivientu/

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *