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Aree Interne – Il preside Caligiuri: L’Istituto “Costanzo” è pronto a lasciare la Strategia d’Area

Nell’ambito dell’azione della Strategia Nazionale per le Aree Interne la Regione Calabria insieme allo Stato centrale hanno individuato in Calabria 4 aree di intervento.

Il territorio del Reventino e del Savuto è stato scelto quale “Area Pilota” in considerazione della dinamica realtà imprenditoriale riscontrata e supportata da aspetti di alta qualità produttiva ed anche di dinamici processi di istruzione, fattori che hanno determinato di dare priorità a questo territorio per il fatto che durante il lavoro di scouting (ascolto) iniziale sono emerse innovazioni significative per l’elaborazione di una strategia d’area orientata allo sviluppo locale

In tal senso ricordiamo che nel settembre del 2016, in una gremita sala dell’ex Comunità Montana dei Monti Reventino – Tiriolo – Mancuso, si è tenuto a Soveria Mannelli un incontro alla presenza dell’economista Fabrizio Barca, del comitato nazionale Aree Interne.

Un nostro articolo, a firma di Raffaele Cardamone, dal titolo Fabrizio Barca torna nel territorio del Reventino-Savuto come portatore di una strategia di sviluppo e contrasto allo spopolamento può essere riletto cliccando  QUI.

Uno dei soggetti principali è anche il mondo della scuola, in merito come redazione del sito www.ilReventino.it abbiamo avvicinato e formulato alcune domande al preside Antonio Caligiuri, dell’Istituto di Istruzione Superiore “Luigi Costanzo”, il quale lancia la decisione di essere pronto a lasciare l’impegno su tale importante progetto ed inoltre formula un forte monito: “Non metteremo la faccia su uno scatolone vuoto”. 

Preside Caligiuri si parla poco della Strategia delle Aree Interne, ma si dice che potrebbe avere effetti positivi sul territorio.

<<La Strategia Nazionale per le Aree Interne prevede cospicue risorse a disposizione dei sindaci dei territori più distanti dai poli cittadini. Alcuni di questi sono più fortunati perché la Commissione SNAI (Strategia Nazionale per le Aree Interne), guidata dall’ex ministro Fabrizio Barca, li ha individuati come Aree Pilota dove appoggiare maggiori finanziamenti e sperimentare con più forza la strategia pensata dal basso e quindi dalle stesse comunità locali. Il Reventino-Savuto è una di queste>>. 

Quindi noi siamo Area Pilota con maggiori fondi a disposizione. Ma su cosa stanno puntando i sindaci, quali obiettivi sono stati definiti attraverso la Strategia Nazionale per le Aree Interne in questo territorio? 

<<Sono due anni che i sindaci del territorio lavorano su questa Strategia e, a dire il vero, stimolati fortemente dalla Commissione SNAI, fin da subito individuarono due grandi leve strategiche su cui investire le risorse per tentare di arrestare lo spopolamento e l’impoverimento economico-produttivo del territorio, il settore della Conoscenza e quello del Manifatturiero. Quando avremo modo di leggere la versione definitiva potremo anche verificare quanto lo sviluppo della strategia abbia effettivamente investito su queste due leve. Per il momento sappiamo che Stato e Regione Calabria hanno messo a disposizione circa 14 milioni di euro e il MIUR (Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca), a parte, ha promesso o già messo a disposizione circa 4 milioni per la realizzazione di una innovativa e futuristica Scuola d’Area per il Medio-Savuto>>.

Perché tra le tante “leve” di sviluppo sono state scelte proprio queste, Conoscenza e Manifatturiero?

<<Credo che il motivo fondamentale stia nelle ragioni tecniche per cui la Commissione SNAI ha individuato, tra le tante Aree della Calabria, proprio il nostro territorio come Area Pilota dove appoggiare maggiori risorse. La commissione Barca è rimasta positivamente colpita da una parte dalla politica scolastica portata avanti dall’IIS “Costanzo” di cui tutti siamo testimoni, e dall’altra dalla robustezza e serietà dell’imprenditoria manifatturiera locale che potrebbe rinnovare la sua funzione di volano dello sviluppo. La cabina di regia dei sindaci ha condiviso la prospettiva e per valutarne la coerenza complessiva occorrerà conoscerla nella sua interezza. Io e i miei collaboratori conosciamo un po’ meglio quella relativa all’Area della Conoscenza>>.

Quindi la strategia punta sulle Scuole e sul Manifatturiero?

<<La risposta purtroppo non è così semplice. Puntare su qualcosa significa scommettere su qualcosa che può farcela, che può fare la differenza e consentire di raggiungere gli obiettivi di contenere lo spopolamento e accrescere occupabilità e benessere tra i nostri concittadini. Per quel che ho potuto leggere dell’ultima e definitiva versione approvata dai sindaci mi pare di non trovare molta coerenza tra gli obiettivi declinati e l’allocazione delle risorse, tra il ruolo svolto dal “Costanzo” e dall’imprenditoria locale e il riconoscimento strategico assegnato nella progettazione definitiva. Tutti abbiamo sempre convenuto, almeno a parole, che la creazione di capitale umano e di competenze tecnico-professionali evolute è la sola via per aiutare il territorio, farvi rimare le persone e metterle in condizione di crearsi lavoro e benessere qui. Allo stato attuale però il nostro giudizio è molto negativo sull’esito della Strategia nell’Area della Conoscenza e, a bocce ferme, il “Costanzo” è pronto a lasciare la Strategia, a tirarsene fuori considerandola una stagione chiusa>>.

Andiamo con ordine, secondo lei, quindi, il progetto che i sindaci stanno consegnando alla commissione di Roma e alla Regione Calabria non centra gli obiettivi, almeno quello di far crescere il sistema della Conoscenza sul territorio?

<<Credo che il giudizio complessivo sul valore della Strategia spetti ai cittadini quando avranno modo di conoscerla. Il mio giudizio può riguardare solo l’area della Conoscenza e della correlata qualità della Strategia messa in gioco>>.

Ebbene…

<<Ebbene, il “Costanzo” non è affatto soddisfatto delle soluzioni elaborate, le giudica così poco significative dal punto di vista delle risorse e della loro fattibilità che ha già annunciato la volontà di fuoriuscire dalla Strategia dell’Area>>.

Preside, ci faccia capire innanzitutto che cos’è questo Centro per l’imprenditorialità e perché è così strategico secondo lei per il territorio?

<<L’Istituto “Costanzo” si è battuto da subito, con l’appoggio della Commissione SNAI, perché venisse realizzato un Centro per l’occupabilità e l’autoimprenditorialità d’Area. L’Istituto “Costanzo” avrebbe potuto chiedere egoisticamente queste risorse per creare nuovi laboratori e incrementare le proprie infrastrutture scolastiche, invece, coerentemente con la Strategia, ha pensato al territorio, ai giovani disoccupati, a quanti hanno un’indole imprenditoriale, ma non la formazione adeguata. Per questo ha proposto di realizzare il Centro fuori della scuola, ristrutturando il Foro Boario di Decollatura e destinando i suoi circa 2.000 mq ristrutturati a un “bene d’area”, a un servizio per tutta la comunità del Reventino – Savuto. Anche la sua gestione era stata interpretata come qualcosa di plurale, condivisa con scuole, imprenditoria, associazioni locali. Ora questa idea, dopo tanti tentativi politici di eliminarla, è stata così ridimensionata da esser diventata l’ombra di se stessa>>.

Ma quali sono i progetti approvati sull’asse della Conoscenza?

<<All’inizio la Strategia sembrava aver puntato soprattutto su due grandi progetti da promuovere alla pari: il Centro per l’occupabilità guidato dal “Costanzo” per un valore complessivo di un milione e seicentomila euro e l’innovativa Scuola d’Area per il Medio Savuto per un valore poco sotto i 4 milioni di euro. Al termine delle trattative sembra che quest’ultima arrivi ad assorbirne circa 4,5 milioni di euro con molte altre risorse assegnate all’Istituto Onnicomprensivo di Scigliano – Bianchi, mentre il Centro per l’imprenditorialità è stato ridimensionato e ridotto a 750 mila euro, di cui due terzi per ristrutturare l’ex- Foro Boario e un terzo, quindi appena 250 mila euro, per le attrezzature. Stupisce che qualcuno possa credere che il Centro possa essere realizzato con risorse così inconsistenti o che il “Costanzo” possa mettere la faccia su uno “scatolone vuoto”>>.

Quindi il problema è tecnico, le risorse non bastano per realizzare il Centro?

<<Esatto. Il progetto non è neanche scalabile, non si può pensare di ridurre del 65% le sue risorse e pensare che il progetto possa funzionare ugualmente, così com’è sarà solo uno spreco di risorse. Sarà una mezza ristrutturazione con un paio di piccoli laboratori di livello scolastico e niente affatto professionali. Il Centro necessità di laboratori professionali e anche molto sofisticati per diffondere sul territorio le competenze per uno sviluppo d’Area legato al turismo paesaggistico ed enogastronomico e alla reinvenzione digitale di antichi mestieri. Sono previsti, anzi erano previsti, quatto laboratori professionali per educare i nostri giovani nelle produzioni da forno, di salumi e insaccati, nella trasformazione di prodotti agricoli e del sottobosco, ed altro. Nello stesso Centro il “Costanzo” avrebbe trasferito i suoi laboratori di meccanica al servizio della qualificazione degli operai meccanici per le imprese manifatturiere locali. Altre due aree avrebbero ulteriormente e strategicamente qualificato il progetto: un vasto e articolato FABLAB per la reinvenzione digitale dei mestieri e un’area di co-working come quella del Talent Garden che sta riscuotendo tanta fortuna ormai anche fuori dai confini nazionali>>.

Sintetizzando si può dire che questo progetto ha senso se viene finanziato per intero e non ridotto ad un solo laboratorio?

<<Si, il senso del discorso voleva essere proprio questo! Non credo che valga la pena finanziare uno “scatolone vuoto”>>.

Ma se il “Costanzo”, unico Istituto di istruzione superiore del territorio con forza e numeri, e soprattutto modello che la Commissione di Roma continua a portare come buona pratica in giro per l’Italia, fuoriesce dalla strategia chi porterà avanti il tema della Conoscenza?

<<Beh, la Conoscenza è un tema molto vasto, anche se la Strategia a dire il vero non lo ha sviluppato oltre le mura scolastiche. Da quello che capisco, valutando le risorse assegnate al Savuto e all’IO di Scigliano – Bianchi e la onnipresenza di quest’ultimo in tutte le misure, direi che la Cabina di regia dei sindaci, anche di quelli del Reventino, abbia puntato su quella scuola e su quell’Area. Verosimilmente crediamo, perché non riusciamo a trovare altra spiegazione, che i sindaci abbiano intravisto nella scuola superiore di Scigliano una leva molto più forte e sicura per la riuscita della Strategia d’Area. Come istituzione pubblica ne prendiamo atto e facciamo anticipatamente gli auguri di buon lavoro a tutti quanti fuoriuscendo, con non poco dispiacere, da quella che ci era sembrata allora una fantastica avventura e una straordinaria prospettiva di sviluppo per il territorio! Oggi, purtroppo, solo un ricordo da accarezzare!>>

Non faccia il melodrammatico, preside. Ha qualcosa da chiedere al ceto politico prima di ufficializzare la scelta dell’Istituto “Costanzo”?

<<In verità ho già inviato settimane addietro una proposta di rimodulazione della Strategia sulla Conoscenza capace di restituire valore e forza alle nostre proposte. Ho anche avuto modo di interloquire garbatamente con varie figure istituzionali del Reventino, ma non ho ricevuto alcun tipo di risposta.

Anzi qualcuno si è affrettato a dirmi che oramai i sindaci hanno già deliberato e indietro non è più possibile tornare. La cosa ci dispiace perché ci abbiamo creduto in tanti in questo progetto per lo sviluppo dell’intera Area, per dare nuove prospettive agli studenti, alle migliaia di giovani che ormai non lavorano e non studiano, alle imprese locali che avrebbero trovato rinnovata linfa per il loro spirito imprenditoriale. 

Comunque vada posso assicurare che per me, per i miei collaboratori, per gli studenti e le famiglie con le quali da anni parliamo e discutiamo di questi temi è stata comunque una grande esperienza di progettazione territoriale>>.

di: La redazione

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