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Bianchi da villaggio della Città Regia di Scigliano a moderna e laboriosa cittadina del Savuto

di Franco Emilio Carlino –

Secondo le informazioni storiche forniteci da Giuseppe Maria Alfano e dall’Abate Francesco Sacco [1] l’attuale cittadina di Bianchi era uno dei tanti villaggi della Città Regia Demaniale di Scigliano. Facente parte della Provincia di Calabria Citra, ossia di Cosenza, ed in Diocesi di Martorano, le sue origini, compreso lo sviluppo delle sue frazioni, si possono ricondurre intorno alla prima metà del XVII secolo.

La ragione fu determinata dal trasferimento di un gran numero di donne e uomini che da Scigliano sua città di origine si stabilizzarono nell’attuale territorio, al tempo in cui l’Università di Scigliano, insieme ai suoi Casali, (Diano, Cupani, Calvisi, Lupia, Serra, Petrisi e Pedivigliano) fu alienata per cessione, a don Cesare D’Aquino, conte di Martorano e Principe di Castiglione, dagli spagnoli presenti con la loro dominazione nel territorio cosentino tra il 1500 e 1600, ma contemporaneamente lusingati dalle potenziali capacità di crescita economica trascinata dalla presenza in loco dell’Abbazia di Santa Maria di Corazzo. Un periodo molto infelice e amaro non solo per l’intero Paese ma, soprattutto per la nostra regione, che dovette sottostare e tollerare una miriade di ingiustizie tanto da precipitare nella peggiore e disperata situazione sociale. Una condizione alla quale oltre alla tirannide si aggiunsero anche l’avarizia spagnola e le disgrazie naturali dettate dai terremoti, dalla presenza della malaria, dalla pestilenza, e in cauda venenum [il veleno è nella coda] anche dalle terribili scorribande arabe.

L’alienazione di Scigliano produsse tanto risentimento, ragione per la quale, interi nuclei familiari decisero di andare via traslocando sui declivi silani dell’altopiano dove erano proprietari di fondi agricoli. Non sono pochi a sorreggere tale idea, infatti alcune informazioni orali vogliono che nel territorio dal toponimo Serradipiro fossero già presenti villini rurali nobiliari riconducibili ad alcune famiglie sciglianesi dei Bianco, dei Folino e al casato dei baroni Accattatis. Ma non è l’unica ipotesi perché altre inducono a pensare: l’una che l’intera zona dove insiste il comune di Bianchi era già della famiglia Accattatis, che lo avrebbe comperato dallo Stato spagnolo per poi frazionarlo in più poderi e assegnati in patrimonio ai contadini del luogo sul quale pagavano il tributo; l’altra, invece, che l’intera area sia stata acquistata sempre dal demanio spagnolo, intorno alla metà del XVII secolo, congiuntamente dalla nobiltà sciglianese e potentato locale cui facevano capo oltre agli stessi Accattatis, i Folino e i Bianco di cui si è accennato sopra e dai Muraca.

L’esodo della gente, successivamente, fu maggiormente forte in occasione del drammatico movimento tellurico del 1638 che danneggiò l’intera area del Savuto e non risparmiò la Città Regia di Scigliano. La circostanza determinò anche l’avvio della nascita di nuovi caseggiati realizzati in prossimità delle residenze signorili dei profughi sciglianesi facendo sviluppare nel contempo il formarsi della collettività di Bianchi, “forse – come scrive il prof. Mario Bianco – per le antiche case di gesso?”, votata fondamentalmente all’allevamento del bestiame e alla lavorazione dei campi.

Bianchi è un comune montano della Calabria in provincia di Cosenza con circa milletrecento abitanti di cui 657M e 633F. Possiede una superficie di 32,96 kmq composta da collina e montagna e una densità per kmq pari a 39,1 abitanti il cui nome è appellato come Biancari. Le diverse fonti storiche, in modo unanime riferiscono che la forma più antica, documentata del suo etimo (origine del nome) sia proveniente dal nome di una famiglia. La posizione geografica colloca il piccolo borgo silano dell’area del Savuto a 825 metri sul livello del mare e lo porta a confinare con la provincia di Catanzaro e precisamente con i Comuni di Carlopoli, Sorbo San Basile e Soveria Mannelli, mentre in territorio della stessa provincia di Cosenza confina con quelli di Colosimi, di Panettieri e di Parenti. Facile da raggiungere, il Comune fa parte della Comunità Montana del Savuto, Regione Agraria n. 6 della Sila Piccola Cosentina incastonata nella più vasta area del Parco Nazionale della Sila.

Gli aspetti urbanistici del luogo ci offrono un paese prevalentemente articolato nei diversi e piccoli borghi delle sue frazioni che si identificano in Ronchi, Murachi, Censo, Paragolio, Serradipiro, Palinudo, dove è possibile attraversare piccole stradine e apprezzare chiese e palazzi importanti del passato. Esente da qualsiasi forma di degrado ambientale, il suo territorio influenzato da un clima abbastanza dolce è ricco di scenari agricoli a volte arcaici, come se il tempo si fosse fermato, di pascoli e boschi di castagni e faggi verdeggianti che ornano la dorsale montuosa e la parte valliva in tutta la sua estensione fornendo continue e positive suggestioni e assicurando ai visitatori un habitat rilassante nelle diverse dimensioni fisiche, spirituali, artistiche alle quali si aggiungono senza riserve impagabili indizi di culture lontane e un cospicuo retaggio formato da una considerevole eredità storica del luogo.In riferimento a quanto appena accennato e per comprendere come forte sia il suo patrimonio artistico basti ricordare che Bianchi è sede di una casa della cultura con una interessante biblioteca comunale nella quale si può godere della presenza del Museo delle pergamene e dei Documenti Storici, dal consistente interesse storico e contenente opere del XVI e XVII secolo di grande rilievo sottoscritte da autorevoli personaggi della storia come imperatori, re e papi (Carlo V d’Asburgo, Federico II di Svevia, Costanza d’Altavilla, Federico IV d’Aragona, papa Benedetto XII).

Il Museo, di recente istituzione porta il nome di Luigi Accattatis (1838-1916), scrittore e poeta del luogo molto noto al vasto contesto culturale cosentino, alla Calabria e all’Italia per la pubblicazione del Vocabolario Dialettale Calabrese. Nel suo territorio non mancano le chiese come quella del centro storico dove si può visitare e apprezzare quella Madre di San Giacomo Apostolo, santo patrono del paese, un edificio del ‘700 che nei contenuti architettonici richiama lo stile barocco. A Murachi, invece, il visitatore attento può osservare la Chiesa di Sant’Anna e a Serradipiro la Chiesa di Sant’Antonio con il suo stupendo altare ligneo; a Palinudo la Chiesa della Madonna del Carmine, mentre a Censo la Chiesa dell’Addolorata e a Ronchi La cappella in onore a Maria SS. Addolorata di recente sottoposta a cure di ricostruzione.

Infine, di grande interesse artistico e architettonico sono le rovine dell’Abbazia di Santa Maria di Corazzo posta nelle vicinanze Bianchi, precisamente nel sito di Castagna, una frazione del Comune di Carlopoli. Presenti anche alcuni edifici di notevole impegno e sviluppo architettonico, adibiti ad abitazione signorile come quelli degli Accattatis e dei Serravalle.

Di grande interesse ambientale risulta il complessivo territorio di Bianchi con le sue frazioni, siti completamente coperti dagli impenetrabili boschi silani, che ancora oggi celano segni di fatti e miti remoti, e che nel corso delle epoche è stato reso sì vivace dal conseguenziale inurbamento ma senza che questo sia stato deturpato o alterato dal suo inconsueto fascino, come pure, secondo le più svariate informazioni storiche, risulta il poggio denominato di Frate Antonio dove è possibile vedere la Grotta del Brigante Pietro Bianco, discusso protagonista di tante imprese realizzate, nel momento in cui in Calabria emerse il triste fenomeno del brigantaggio, per il coraggio nell’esprimere apertamente la sua personale convinzione politica e sociale e per il suo comportamento. Circa l’aspetto amministrativo, nel 1700 solamente Serradipiro e Bianchi furono riconosciuti Casali e il territorio di quest’ultimo fu congiunto in un primo momento al Comune di Scigliano e successivamente a quello di Colosimi, mentre nel maggio del 1811, per la precisione il 4 di maggio, con un nuovo decreto (n. 922) imposto dal Governo Napoleonico, si creava una innovativa circoscrizione delle province del Regno di Napoli motivo per il quale il territorio di Scigliano fu smembrato in quattro comuni: Scigliano, Pedivigliano, Colosimi e Soveria Mannelli.

Bianchi fu in un primo momento accorpato a Scigliano e successivamente a Colosimi. Infine un Regio Decreto del Governo Borbonico del 25 gennaio 1820 pubblicato in Napoli produsse alcune correzioni al circondario dei Comuni, motivo per cui la popolazione dei vecchi Casali di Scigliano raggiunse la piena autonomia amministrativa. Sempre nel 1820, il Comune di Bianchi venne in possesso dei libri per la registrazione dello stato civile, dai quali è possibile rilevare una popolazione generale di 1279 abitanti. Intorno alla metà del XIX Bianchi fece registrare, un significativo aumento demografico quantificato in 1712 abitanti, mentre la Bianchi odierna si assesta intorno ai 1400 abitanti. A parte l’agricoltura e l’allevamento del bestiame per Bianchi importante e redditizio risulta quanto ottiene dalle attività legate alla trasformazione dei prodotti forestali e da alcune importanti attività artigianali come quella del ferro e del legno e dalla commercializzazione delle castagne. Bibliografia [1] Giuseppe Maria ALFANO, Istorica descrizione del Regno di Napoli, presso Vincenzo Manfredi, Napoli MDCCXCVIII, p. 89; Francesco SACCO, Dizionario Geografico-Istorico-Fisico del Regno di Napoli…, Tomo III, Presso Vincenzo Flauto, Napoli MDCCXCVI, p. 397.

CHI È IL PROFESSORE CARLINO
francoemiliocarlino.it

Franco Emilio Carlino nasce a Mandatoriccio (CS) il 27.2.1950. Attualmente in quiescenza vive a Rossano dove si dedica prevalentemente alla scrittura e alla collaborazione con la testata locale “La Voce”. Conseguito il Diploma di Perito Industriale presso l’Istituto Tecnico “A. Monaco” di Cosenza (Sez. Staccata di Rossano), si iscrive all’Università di Bari alla Facoltà di Economia e commercio. Contemporaneamente si abilità all’insegnamento di Applicazioni Tecniche Maschili nella Scuola Media Statale di primo grado. Dal 1970-71 è docente di Scuola Secondaria di 1° grado a Mandatoriccio suo paese natale con l’incarico nelle Libere attività complementari. Partecipa al concorso a cattedra risultando vincitore al 75 posto a livello nazionale su 16000 cattedre. Abbandona gli studi universitari e avvia definitivamente il suo ingresso professionale nell’insegnsmento con l’incarico a tempo indeterminato nella Scuola Media Statale “San Nilo da Rossano” di Mandatoriccio. Titolare della Cattedra di Educazione Tecnica, viene assegnato prima nella Scuola Media di Mirto-Crosia, poi in quella di Torretta di Crucoli, ancora a Mirto-Crosia ed infine a Rossano nella Scuola di Piragineti.

Nella città bizantina presta altresì servizio nella Scuola Media “Roncalli” e nella “C. Levi” dove dopo 37 anni di servizio conclude la sua carriera nella scuola. Dal 1978 si impegna attivamente nella partecipazione degli Organi Collegiali della Scuola. Fa parte dei diversi Consigli d’Istituto nelle Scuole da lui frequentate. Del Consiglio Scolastico Distrettuale di Rossano ricopre la carica di Vice Presidente dal 29 giugno 1985 al 9 maggio 1988 e di Presidente del Distretto Scolastico n° 26 di Rossano dal 10 maggio 1988 al 9 marzo 1997. Dal 27 febbraio 1997 fino al 31 agosto 2007 fa parte del Consiglio Scolastico Provinciale di Cosenza in seno al quale è componente della Giunta Esecutiva. Iscritto all’UCIIM, Sezione di Mirto-Rossano, sin dal 1982 svolge funzioni di Delegato per gli Organi Collegiali, con incarichi sia nel Direttivo della Sezione, che in quello Provinciale di Cosenza. Dal 28 febbraio 2002 fino all’8 febbraio 2005 ricopre la carica di Presidente della Sezione di Mirto-Rossano. Riconfermato espleta il secondo mandato dal 9 febbraio 2005 fino al 4 maggio 2007. Dal 20 aprile 2007 fino al 14 maggio 2010 ricopre la carica di Presidente Provinciale dell’UCIIM della Provincia di Cosenza, contribuendo in maniera decisiva al rilancio e alla diffusione del messaggio e della presenza uciimina nel territorio provinciale con l’incremento considerevole del numero dei Soci e la fondazione di tre nuove Sezioni: Cassano allo Ionio, San Marco Argentano e Lungro. Autore di numerosi articoli sulle problematiche scolastiche continua a collaborare alla testata giornalistica “La Voce” periodico indipendente di Rossano e circondario. Dal 1997 al 2009 fa parte della Redazione e collabora con la testata della Diocesi di Rossano-Cariati Camminare insieme curando la Rubrica Mondo Scuola. OPERE PUBBLICATE: – Il Distretto Scolastico N. 26 di Rossano: Organi Collegiali e partecipazione – Cronistoria di un’esperienza (1988-1997), Rossano 1998; – Dimensione Orientamento – Raccolta Antologica sull’Orientamento – Itinerario teorico pratico di ricerca e di documentazione per la prassi dell’orientamento nella scuola, Rossano 2000; – Note di politica scolastica nella provincia di Cosenza (1997-2001) – Organi Collegiali a Livello Provinciale, Rossano 2001; – Profilo di una Sezione – 25 anni al servizio di una comunità scolastica (1978-2003) – La memoria per progettare il futuro, Rossano 2004; – La Scuola che cambia – Ieri e oggi vista dal di dentro – Miscellanea di riflessioni sulle problematiche scolastiche, Rossano 2006; – Percorsi – Le attività della sezione giorno dopo giorno (2002-2007) – Bilancio e cronaca di un sessennio, Rossano 2007; – Tutti i Soci della Sezione (1978 -2008) – Attività di ricerca e documentazione – Ferrari Editore, Rossano 2009; Venti anni di ricerca e di documentazione 1988-2007. “In un volume la sintesi di alcune esperienze professionali vissute e documentate, raccolte nei sei volumi”, Copycenter, Rossano, 2009; Dalla Rubrica “Mondo Scuola” di “Camminare Insieme” 2000’2008. (Analisi e considerazioni sui temi più controversi delle riforme), Copycenter, Rossano, 2009; L’Uciim nella provincia di Cosenza realtà è prospettive. Volume primo. Copycenter, Rossano, 2009; L’Uciim nella provincia di Cosenza realtà e prospettive. Volume secondo. Copycenter, Rossano, 2010; Mandatoriccio storia, costumi e tradizioni – Ferrari Editore, Rossano 2010;- Proverbi popolari e modi di dire nel dialetto di Mandatoriccio – Ferrari Editore, Rossano 2011; Espressioni tipiche nel dialetto di Mandatoriccio Ferrari Editore, Rossano, 2012; Sulle orme delle proprie radici. Copycenter, Rossano, 2012; Trame di continuità. Vol. I – La Calabria e lo Ionio cosentino sino alla nascita del Casale di Mandatoriccio, Ferrari Editore, Rossano, 2013; Rossano tra storia e bio-bibliografia, Imago Artis Edizioni, Rossano, 2014; L’Università Popolare Le opere e i giorni (1979-2014), Università Popolare Rossano; La Scuola in prima pagina, La voce edizioni, Rossano, 2015; Scuola: Il punto di vista, Imago Artis Edizioni, Rossano, 2016; In attesa della riforma degli Organi Collegiali. Miscellanea di scritti sulle attività del Distretto Scolastico N. 26 di Rossano, Copycenter, Rossano, 2015; Il Consiglio Scolastico Provinciale di Cosenza. Miscellanea di scritti sulle attività dell’Organo Collegiale Provinciale (1997-3004), Copycenter, Rossano, 2016; Mandatoriccio Storia di un Feudo; Imago Artis Edizioni, Rossano, 2016;
ALTRI SCRITTI E CONTRIBUTI 
Vademecum del Distretto Scolastico N. 26 di Rossano 1988-1989, Tipografia “La Calabra”, Rossano, 1988; Vademecum del Distretto Scolastico N. 26 di Rossano 1989-1990, Tipografia “La Calabra”, Rossano, 1989; Il ruolo che la Scuola può e deve svolgere, in “La dispersione scolastica: problemi e prospettive. Seminario di studio Provveditorato agli Studi di Cosenza, Cosenza, 1989; “Progetto longitudinale” – Esperienza di orientamento, in “Educazione Tecnica” Mensile di didattica dell’Educazione Tecnica e Scienze dell’educazione”, ANNO XVIII – N. 2, febbraio 1990, Edizioni Anita, Torino, 1990; Superare le barriere, in “Dimensione Scuola” Periodico dei 15 Distretti della Provincia di Cosenza, ANNO – N. 1, aprile 1994, Tipografia Cav. Pino Benvenuto Città 2000, Editoriale Progetto 2000, Cosenza, 1994; Storia e condizioni socio – economiche del territorio distrettuale, in “Dimensione Scuola Cronaca di un’attività 1991-1996, Consulta dei Distretti Scolastici della Provincia di Cosenza, Tipografia Litograf, Piano Lago (CS), 1996; Saluto del Presidente Provinciale UCIIM Cosenza, in “Educare all’onesta’ oggi: nella famiglia, nella scuola, nelle istituzioni”, a cura di Michele Borrelli – Giuseppe Serio, Luigi Pellegrini Editore, Cosenza, 2011.
e.mail: fecarlino@tiscali.it sito: www.francoemiliocarlino.it

di: La redazione

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3 Commenti

  1. Franco Emilio Carlino

    Grazie a tutta la redazione del Reventino per l’attenzione dimostrata. Franco Emilio Carlino.

  2. Franco Emilio Carlino

    Ancora grazie a voi ma se vi fa piacere ci saranno altri articoli sa pubblicare riguardanti l’area del Reventino-Savuto

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