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Colosimi, presentato il libro “I ragazzi della Fiumarella. Un disastro ferroviario a colori”

Anche a Colosimi ha fatto tappa l’iniziativa, come determinato nel programma dell’autore, per la presentazione del libro “I ragazzi della Fiumarella. Un disastro ferroviario a colori” scritto da Giovanni Petronio, Link Editore.

Il tavolo dei relatori.

Promotore dell’incontro l’amministrazione comunale con la collaborazione dei ragazzi del Servizio Civile Nazionale di Colosimi. Insieme all’autore sono intervenuti il sindaco di Colosimi, Manolo Talarico, e Lucia Bonacci, Andrea Flocco. Moderatore Marietta Adamo. Ivan Tomaino ha suonato al piano dei frammenti musicali e Francesco Costantino ha letto alcuni brani del libro, la cui tragedia a distanza di circa sessant’anni vive ancora nei ricordi della comunità.

Grande l’interesse e la partecipazione commossa a Colosimi in piazza Plebiscito per la presentazione del libro che a circa sessant’anni di distanza la tragedia è ancora vive nella mente della comunità dell’Alto Savuto.

Tra gli altri presenti il parroco don Giuseppe Trotta, Mimmo Talarico, ex consigliere regionale, Antonio Simarco assessore alla Cultura di Rogliano e i professori Leonardo Falbo e Luigi Anania. Il libro si pregia della prefazione del giornalista Gennaro Cosentino e postfazione dell’ex sottosegretario ai trasporti Giuseppe Soriero.

La discussione ha messo a fuoco le tesi centrali del libro, un dramma che ha sconvolto tanti tantissimi paesi del circondario, ma che ha colpito in primo luogo Decollatura (20 morti) Il 23 dicembre del 1961. Morirono 71 persone quasi tutti studenti calabresi del catanzarese (Soveria Mannelli, Carlopoli, Serrastretta, Cicala, Motta S. Lucia, S. Pietro Apostolo) che ogni mattina prendevano il treno per recarsi alle scuole del capoluogo di provincia.

Stanno già pregustando le prossime vacanze natalizie, quando si stacca il rimorchio del convoglio ferroviario, esce dal binario e precipita dal viadotto terminando la sua folle caduta, dopo un volo di 50 metri circa, nel greto del torrente Fiumarella, nei pressi della città di Catanzaro.

Una tragedia. I corpi ammassati in unico fatale abbraccio, straziati, il caos dei soccorsi, i familiari che accorrono attoniti e disperati.

Un pezzo di ferraglia si imprime nella creta come nella mente. È stato il più grande disastro ferroviario italiano, con settantuno morti. Il dibattito si è concentrato sull’importante e sulla necessità di tramandare la memoria e il ricordo. Ognuno ha il dovere categorico di ricordare, un dovere morale ed etico importante da tramandare alle generazioni future.

Il ricordo di ciò che è stato e di ciò che quell’evento ha causato non può cadere nell’oblio del tempo. Il disastro ferroviario della Fiumarella rappresenta uno spartiacque nella storia della comunità, sia di Decollatura sia della Calabria, che dell’Italia intera.

La presentazione è stata occasione per il sindaco Talarico di sottolineare anche l’importanza vitale della ferrovia Cosenza-Catanzaro per i paesi del Savuto e Reventino, interrotta da circa dieci anni da alcune frane tra Soveria Mannelli e Rogliano. Un argomento di cui si è interessato anche Petronio in più occasioni. Richiamo servito a dimostrare come i servizi e in particolare le viabilità ferroviaria negli anni sia peggiorata, creando enormi difficoltà ai pendolari e studenti per raggiungere i due centri Città, e favorendo così lo spopolamento dei paesi interni e l’emigrazione dei giovani.

di: Pasquale Taverna

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