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Curarsi bene in Calabria è possibile. Sant’Anna Hospital, l’eccellenza abita qui

di Enzo Bubbo – 

Quando la cura delle persone ammalate non è un ripiego, i  buoni risultati arrivano in ogni latitudine: arginare l’emigrazione sanitaria in Calabria non è più un’utopia, non è un processo irreversibile. Vale per il Sant’Anna Hospital di  Catanzaro, una struttura ospedaliera specializzata in patologie cardiovascolari che, a detta di molti, riscrive la storia della sanità in Calabria, spazzando via stereotipi e luoghi comuni che prescindono dalla realtà, basandosi su opinioni precostituite e generalizzate: curarsi bene in Calabria è possibile.

In viale PioX di Catanzaro, presso la struttura ospedaliera privata accreditata, ho constatato che i punti di forza e le criticità del servizio  sanitario nazionale   non si possono dividere con un taglio netto in modo da avere solo una delle due cose: di qua i bravi medici, di là quelli incompetenti; di qua le strutture ospedaliere che funzionano, di là  quelle da denigrare; di qua il  Nord dove tutto funziona, di là di Sud in cui c’è solo malasanità. Non è così perché le cose sovente si mischiano e la geografia mistifica la realtà  quando si parla di servizio sanitario in Italia.

Capita di imbattersi, anche al Sud, in nosocomi che funzionano bene,che, ogni giorno, danno certezze e speranze agli ammalati e ai loro familiari,che tutelano la salute come diritto fondamentale dell’individuo e interesse della collettività, che concertano e realizzano buone pratiche mediche. Ho osservato, da vicino, come operano  al Sant’Anna Hospital di Catanzaro e spendo, senza piaggeria o secondi fini, belle e meritate parole per chi ci  lavora, dal direttore sino agli addetti alle pulizie, per senso del dovere, empatia, igiene, celerità, gioco di squadra, trasparenza, organizzazione, accoglienza, vocazione, competenze e  professionalità. E poi i dottori: non solo preparati, ma anche motivati, non solo competenti, ma anche vigili ed empatici.

Qualche nome? Ne ho conosciuti solo due, il professore Daniele Maselli e la dottoressa Mimma Donato, ma tanto è bastato per intuire che qui fare il medico è prima una missione e solo dopo una professione. Va da sé che al Sant’Anna Hospital i dottori bravi non sono solo due: qui il noi prevale sull’io e la filosofia del team, 4 mila interventi in poco più di quattro anni, porta inesorabilmente alla continuità nell’eccellenza.

Tradotto: curarsi bene in Calabria è possibile.

di: La redazione

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