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Don Natale Colafati per Don Vincenzo Sirianni

di Vincenzo Sirianni  –

Un modo per ricordare la figura di sacerdote e uomo di cultura di Monsignor Natale Colafati può essere rappresentato dalla riproposizione di due significativi passi contenuti in un volume dato alle stampe ormai molti anni fa; Suo il secondo, scritto appunto nell’ultimo periodo vissuto a Soveria Mannelli.

LibroSi tratta della prefazione e dell’introduzione al libro edito nel dicembre 1992 da Rubbettino “Don Vincenzo Sirianni – Cinquant’anni dopo – Testi e testimonianze”, presentato il 21 gennaio 1993 in occasione della celebrazione del cinquantesimo anniversario dalla scomparsa di Don Vincenzo Sirianni.

Di seguito, un estratto dalla prefazione scritta dal curatore del volume e pronipote di Don Vincenzo Sirianni:

<<  Un motivo in più

L’omonimia intenzionale, volta a perpetuare col nome il ricordo dei predecessori, è al contempo rispetto e gratitudine verso le passate generazioni, nonché auspicio per le nuove di saper ereditare, col nome, anche le doti di Colui che l’affetto riesce a far rivivere nel tempo.

La devozione di mio padre verso suo zio, don Vincenzo Sirianni, che lo adottò moralmente, istruendolo degnamente ed educandolo ai valori, ha voluto che io Ne portassi il nome, Lo rinnovassi come si dice dalle nostre parti.

PP DVSGià da piccolo, a quasi vent’anni dalla Sua morte notavo una particolare – e strana per me – tendenza in coloro che mi circondavano: essi tentavano costantemente di scoprire in me tratti di somiglianza fisica con il Prozio, anche forzando la realtà; di più, auspicavano che io ne seguissi le orme, in tutti i campi, anche là dove non basta la volontà umana; erano ben sicuri che non sarebbe stato altrimenti!

Questa pubblicazione vuole essere, nel cinquantesimo anniversario della scomparsa di don Vincenzo Sirianni, l’espressione della gratitudine mia, dei miei congiunti e tutti coloro che lo conobbero, nonché un contributo, piccolo ma significativo per ravvivarne il ricordo.

Essa si ricollega, integrandolo, all’analoga opera “Don Vincenzo Sirianni – Versi giovanili” realizzato oltre vent’anni fa per volontà di mio padre, al cui ricordo è dedicata.

Miei l’iniziativa e l’impegno, la realizzazione di questo lavoro è merito del certosino lavoro, della competenza, dei suggerimenti e degli incoraggiamenti di Monsignor Natale Colafati che, nel segno della continuità è succeduto degnamente a don Vincenzo Sirianni e a don Francesco Massara nel ministero parrocchiale in Soveria Mannelli”.

Vincenzo Sirianni  >>

E questo, invece, è il testo integrale dell’introduzione scritta per l’occasione dall’allora parroco di Soveria Mannelli, Monsignor Natale Colafati, purtroppo recentemente e prematuramente scomparso:

DSCI2454<<  Il perché di una scelta

Trovarsi in difficoltà nel reperire testi da pubblicare, quando si tratta di un personaggio come il “Professore” don Vincenzo Sirianni, sembra incredibile. E tuttavia è proprio così, perché don Vincenzo Sirianni, più che uno scrittore, è stato un maestro di vita, che ha scritto pagine viventi nel cuore e nella mente di parrocchiani e di alunni, più che su pezzi di carta. Le testimonianze che qui seguono ne sono una prova.

Resta però, grazie a Dio, qualcosa di manoscritto. Ho frugato tra questi fogli ingialliti dal tempo con la sensazione di avere tra le mani delle reliquie preziose, quasi palpiti del suo grande cuore e bagliori della sua mente vasta.

Ho voluto rispettare la selezione di “Versi Giovanili” operata dal prof. Alberto Cesareo per incarico del nipote di don Vincenzo, ins. Raffaele Sirianni, e pubblicate con titolo omonimo dallo stesso nipote presso la tipografia Rubbettino di Soveria Mannelli. A questa raccolta mi sono permesso di aggiungere tre poesie: esse aprono uno squarcio significativo sulla profonda sensibilità sociale dell’allora giovane autore e sono perle di raro valore artistico. Si tratta di December, Ad alcune rupi, Risurrezione.

Sono state scartate dal selezionatore alcune poesie nate dai turbamenti adolescenziali del giovane autore: forse sono state viste come ombre; invece traspare anche lì, non solo la trasfigurazione poetica, ma anche l’autenticità luminosa di chi è sempre se stesso e, pur giunto ormai a vette eccelse da cui guarda ben altri orizzonti, conserva quei ricordi, forse ingenui, ma pure tappe vere del cammino che, sprezzante di ogni ipocrisia benpensante, si avvia per altri lidi. E già in questa capacità di rispetto delle varie tappe della vita, don Vincenzo Sirianni si erge a maestro di vita. Nelle poesie emerge, infatti, una forte personalità, ricca di sensibilità e di sentimenti, che la sua intelligenza e la tempra domineranno e prevarrà il sapere razionale, come ricerca instancabile di quel Verbo che pure gli si era rivelato nell’adesione convinta ad una fede matura che lo ha portato a recepire la vocazione sacerdotale ed a seguirla con coerenza, impegnandosi, poi, a viverla con radicalità di scelte, testimonianza generosa ed autenticamente sacerdotale. Ho voluto poi includere uno stralcio esemplificativo di ciò che era il conferenziere dotto. L’oratore brillante ed il professore competente, don Vincenzo. C’è da rammaricarsi che non abbia scritto e stampato molto di più, dimostrandosi egli originale anche nella elaborazione filosofica e teologica e capace di padroneggiare in modo critico il pensiero dei grandi filosofi come Kant, ad esempio.

DSCI2458Ringrazio il prof. Vincenzo Sirianni per avermi dato l’opportunità di questo bagno salutare che mi ha consentito di immergermi, e di arricchirmi, nella personalità umile e poliedrica, perciò grande, di un uomo vero, di un pensatore acuto e di un sacerdote autentico, quale è stato don Vincenzo Sirianni e perché egli porta alta questa fiaccola che illumina ancora oggi il nostro cammino.

Natale Colafati  >>

di: La redazione

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