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Florindo Rubbettino in un’intervista a “Italia Oggi” riflette su un Sud che può farcela da solo

florindo rubbettino leggeLo scorso 31 dicembre, l’ultimo giorno del 2015, quasi a voler suggellare un impegno speciale per il nostro territorio nell’anno appena trascorso, suo personale e della sua azienda, anche attraverso il rilancio dell’AIR (Associazione delle Imprese del Reventino), è apparsa un’intervista di Florindo Rubbettino sulle pagine di Italia Oggi, l’importante quotidiano economico a diffusione nazionale.

Il giornalista, Goffredo Pestelli, inizia proprio precisando la localizzazione geografica dell’azienda: il “Reventino, un’area montuosa della provincia di Catanzaro, nella Calabria più interna, a Soveria Mannelli”. Ma ricordando anche la figura di Rosario Rubbettino, “il capostipite” che “mise in piedi nel 1972 una casa editrice moderna, diventata in pochi anni il riferimento del pensiero liberale in Italia”.

Lo spunto viene dall’editoriale “Il governo e il Sud che non c’è”, scritto qualche giorno addietro da Ernesto Galli della Loggia sul Corriere della Sera, in cui si lamenta l’assenza di attenzione da parte del governo sui problemi che da sempre costringono il Mezzogiorno in quella che appare essere un’ineluttabile arretratezza.

Ma il pensiero di Florindo Rubbettino va oltre una visione, un po’ asfittica, che in pratica invoca aiuti dall’alto e che non fa abbastanza leva sulle capacità e sulle risorse interne. “Non siamo poveri di nulla” è lo slogan vincente di questo imprenditore che di coraggio ne ha sempre dimostrato e ne dimostra quotidianamente.

Nell’intervista, Rubbettino traccia un ideale parallelo con Matera, che ha saputo trasformare i sassi da vergogna a risorsa, divenendo Capitale europea della cultura per il 2019. Inoltre, auspica per il nostro territorio e per la Calabria tutta un modello di sviluppo che sappia sfruttare il suo saper essere “multifaccia e poliedrica”: dall’innovazione all’energia rinnovabile, dall’artigianalità diffusa (che sfocia spesso nel design) al turismo (ridando valore alla bellezza), e, naturalmente, all’industria che può trovare posto in un coacervo di attività che non ne facciano però l’elemento trainante.

Ma un’altra riflessione profonda va a quello che definisce “l’impoverimento del capitale umano meridionale, con un esodo di massa dei giovani”. E in effetti, questa sembra essere l’emergenza che più di ogni altra può frenare lo sviluppo del Sud e che richiederebbe una seria misura di contrasto da parte del governo, come “mandare cervelli, talenti visionari, che possono anche essere non meridionali” pronti a “innervare di nuove energie” un tessuto sociale, culturale e produttivo che ha assoluto bisogno di nuove spinte e nuove visioni.

La critica ai politici non può mancare e non manca: “Se penso al profilo culturale degli attuali politici non posso non notare un impoverimento imbarazzante”. E invece cita alcuni grandi meridionalisti liberali, da Luigi Sturzo a Giustino Fortunato, di cui andrebbe recuperato il pensiero per “trovare le idee per ripartire”. Ma la colpa di tutto ciò, aggiunge, è dei meridionali, dei calabresi, che hanno “scelto una classe politica che non è mai stata all’altezza delle sue sfide”.

“Ciò che colpisce di questa situazione”, dice a un certo punto anche Galli della Loggia nel suo editoriale, “è la sostanziale assenza di una reazione forte e continua da parte dell’opinione pubblica meridionale e di chi dovrebbe darle voce. Mancano larghi dibattiti, autocritiche, progetti: mancano gruppi attivi, iniziative di mobilitazione duratura, leader moderni e capaci. Le eccezioni sono la conferma della regola”.

Ma non potremmo ripartire proprio da qui? Da quelle eccezioni che possono diventare regola!… Come un gruppo attivo quale è oggi AIR, un’azienda modello come la Rubbettino, un buon numero di amministratori locali dell’area Reventino-Savuto che sembrano più disposti che in passato a fare rete e a collaborare tra loro per il bene comune, una popolazione che sembra aver preso coscienza del rischio reale di spopolamento e impoverimento progressivo del nostro territorio e che finalmente vuole provare a fare qualcosa di concreto per evitare che ciò avvenga.

Chi volesse leggere per intero l’intervista di “Italia Oggi” a Florindo Rubbettino e/o l’editoriale di Ernesto Galli della Loggia su “Il Corriere della Sera”, può cliccare sui link seguenti.

Intervista:

http://www.italiaoggi.it/giornali/dettaglio_giornali.asp?preview=false&accessMode=FA&id=2047522&codiciTestate=1&sez=giornali&testo&titolo=Grande+cultura%2C+dalla+Calabria

Editoriale:

http://www.corriere.it/editoriali/15_dicembre_21/governo-sud-che-non-c-e-74ba6972-a7ac-11e5-927a-42330030613b.shtml?refresh_ce-cp

di: Raffaele Cardamone

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Raffaele Cardamone è nato a Soveria Mannelli, dove vive da sempre, lavorando prevalentemente nella città di Catanzaro. Da giovanissimo ha realizzato per l’emittente radiofonica “Radio Soveria Uno” dei programmi di nicchia, tra i quali si ricordano ancora “Radio on” e soprattutto “Rock in motion”, oltre a una serie di trasmissioni sportive sulla squadra di calcio locale. Nonostante il legame particolare con il suo luogo d’origine, ha avuto l’opportunità di viaggiare molto in Italia e in Europa prima per motivi di studio e poi di lavoro. Ha la qualifica di “Tecnologo della comunicazione formativa”, acquisita al termine di un corso biennale di formazione professionale sulle applicazioni delle tecnologie informatiche e audiovisive (che cominciavano a fondersi in quelle multimediali) in ambito formativo, e quella di “Coordinatore di attività di progettazione formativa”, acquisita sul campo, lavorando per oltre dieci anni nell’équipe di Coordinamento didattico dell’Enaip Calabria (l’Ente di formazione professionale delle ACLI). Il suo lavoro si svolge nel settore della formazione professionale, con frequenti e numerose deviazioni in quello della comunicazione (editoria specializzata, multimedialità e internet). Da qualche tempo, alcune sue opere letterarie sono presenti sulla piattaforma digitale di self publishing "ilmiolibro.it".

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