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I giovani lasciano la Calabria, dai social rilanciato l’urlo virale di “un altro calabrese che scappa via”

Non è sempre il caso di affidarsi a quanto viene proposto nei post diffusi con i social network ma ad ogni modo fanno da cassa di risonanza e a volte evidenziano alcune situazioni come il disagio e il grave stato di difficoltà dei giovani in merito alla mancanza di lavoro, sintomatico della situazione di crisi occupazionale che si sta attraversando nel settore economico.

Stiamo parlando dei viaggi alla ricerca di lavoro da parte di quanti lasciano la Calabria inseguendo occasioni di impiego in altre regioni italiane o anche all’estero.

Già a pochi giorni dell’inizio del nuovo anno 2018, nel periodo dopo le festività natalizie trascorse con i propri familiari nei luoghi d’origine, il post di Danilo Beltrano  – corredato da alcune foto esplicative – aveva fatto riflettere constatando l’enorme folla di gente, tra cui molti giovani, accalcata in attesa di partire o ritornare nei luoghi di lavoro fatto emblematico che dimostra, qualora c’è ne fosse bisogno, che si è acuito il flusso di emigrazione a cui sembra poco siano valse le azioni politiche, e scrivendo testualmente quanto segue: 

<<Oggi l’autostazione di Cosenza è nel caos, non per il giorno di festa, ma a causa della folla umana di ragazzi che deve lasciare la propria terra e le proprie famiglie per lavorare al Nord. Come i nostri nonni, sono costretti all’esodo,per sfuggire da questa terra,tanto meravigliosa per quanto priva di frutti. Un copione che dura da tantissimi anni… e la politica parla, parla e continua a parlare>>.

Negli ultimi giorni, sempre attraverso un post lanciato sui social, questa volta un post scritto da un ragazzo sembra abbia scosso molto più coscienze diventando come si dice “virale”.

In una sorta di slancio e di grido liberatorio, il giovane di Fuscaldo, Alessio Tundis, ci mette la faccia e lancia un chiaro monito immortalando il momento con un autoscatto realizzato poco prima del decollo dell’aereo in procinto di lasciare la terra di Calabria. Un fotogramma esplicativo, proprio dalla pista dell’aeroporto un po come il segno di non voler tagliare quel legame e rimandare il distacco all’ultimo secondo e forse se fosse stato possibile evitare del tutto: alza in alto il telefonino per scattare la foto che lo ritrae in partenza con sullo sfondo la fusoliera dell’areo pronto a trasportarlo in un altro luogo, più prodigo di occasioni di lavoro.

Di seguito riportiamo integrale il testo nell’intenzione di amplificare il messaggio e far scuotere la riflessione sulle scelte obbligate a cui sono costretti alcuni giovani per inserirsi nel mondo del lavoro. 

<<Cara Calabria, sei riuscita a far scappare tanta gente. Mi piange il cuore per te, Calabria. Stai perdendo: i più onesti, i più sognatori, i più intelligenti, i più coraggiosi, i più lavoratori.
Prima di andarsene dicono tutti che sei diventata troppo stretta, troppo sporca, troppo incivile, troppo corrotta: invivibile. Sei invivibile Calabria, riesci a sentire il giudizio dei tuoi figli? Lo so, sarai sempre la loro mamma e le ferie trascorse da te sembreranno sempre troppo poche… Ma sai, Calabria, quando c’è di mezzo il futuro le tue “ricchezze” valgono ben poco. Offri del cibo buonissimo e dolci tra i più gustosi al mondo, che non riescono comunque a rendere meno amaro il magone in gola di chi deve rifarsi una vita altrove, ripartire da zero. Hai un mare immenso, spiagge da favola e panorami mozzafiato, che non riescono comunque a dare un lavoro. Quindi, non mi illudo, so che le tue ricchezze non riusciranno a rendere meno triste le partenze. Il tuo sole 365 giorni l’anno, i tuoi caffè sempre offerti e l’allegria dei tuoi figli non riusciranno mai e poi mai a rendere meno dolorosa la sua mancanza. Sono troppo arrabbiato con te Calabria, li lasci andare via tutti così facilmente… Continuando così resterai sola. Se ne andranno tutti. Non lamentarti dei troppi immigrati, probabilmente, tra qualche anno, saranno gli unici disposti a fermarsi da te, oltre ai pochi fortunati che riusciranno ad arrivare alla pensione. Probabilmente, tra non molto, sarai data in pasto a quei quattro imprenditori mafiosi che vogliono comprarti. Probabilmente sarai la casa dei figli di papà, quelli che non hanno bisogno di trovare un lavoro e per questo affermano che non ti lasceranno mai, che loro sono calabresi nel cuore e nel sangue. Eppure senza lavoro non avrebbero mai potuto permettersi le vacanze nel tuo limpidissimo mare. Eppure senza stipendio, senza diritti, senza futuro, con l’amaro in bocca, credimi, i tuoi dolci non sembrano più così tanto gustosi. Perché tu lo sai, c’è una cosa che per noi viene sempre prima di tutto: la famiglia. E quando c’è da sacrificarsi per mantenerne o costruirne una, i calabresi sono così forti da riuscire a spezzarsi letteralmente in due: il cuore a casa , la mente e le mani altrove, sul posto di lavoro. Qualsiasi lavoro: operaio, cameriere, cuoco, lavapiatti è comunque più dignitoso di quello che tu puoi offrirci. E non importa se si parte per Londra, Milano, Venezia, Berlino, Roma, Bristol, AMERICA; non importa se quel lavoro lo si trovi in Danimarca, Svizzera, Belgio,  Piemonte… per noi calabresi si tratterà sempre e solo di “andare al vivere al nord”.
Sappi, Calabria, che si tratterà sempre e solo di lavoro e di denaro, quel lavoro che al nord riesce a farli sentire tutti più dignitosi, più orgogliosi; quel denaro che da te circola nelle mani di troppe poche persone: quelli che non lo meritano, quelli che sfruttano, quelli che hanno ereditato, quelli che non si disperano. Come faccio a spiegarti il mio stato d’animo, Calabria? Non posso. Nessuna parola sarebbe mai in grado di spiegare che cosa si prova a veder partire e sentire, ogni volta, un pezzo di cuore in meno.
Con affetto. Un altro calabrese che scappa!>>.

di: Santino Pascuzzi

Santino Pascuzzi, nasce a Cosenza, ed è residente a Soveria Mannelli. Diplomato al Liceo Scientifico “Luigi Costanzo” di Decollatura, consegue nell’anno accademico 1993/94 la laurea in Scienze Economiche e Sociali, indirizzo Organizzazione Aziendale ed Amministrazione Pubblica, presso l’Università degli Studi della Calabria. Corrispondente del quotidiano Gazzetta del Sud, dal 1995, iscritto all’albo dei Giornalisti della Calabria, elenco pubblicisti. Formativa l’esperienza radiofonica, come conduttore e programmatore del palinsesto, svolta con l’emittente Radio Soveria Uno, partecipando anche al progetto di utilità collettiva art. 23, avente per oggetto la diffusione di informazioni sull’attività dell’ente locale, attraverso la redazione delle edizioni dei notiziari radiofonici, svolto per il periodo tra gli anni 1988/1989. Ha partecipato come collaboratore ai lavori di ricerca “Istituzioni locali e Istituzioni centrali dall’Unità alla Regionalizzazione” finanziata dal C.N.R. presso il Dipartimento Organizzazione Aziendale e Amministrazione Pubblica - Università della Calabria - per il periodo 1992/1994. Ha svolto incarichi come docente nei corsi di specializzazione dell’Istituto Professionale di Stato per l’Agricoltura e l’Ambiente di Soveria Mannelli per le materie di Marketing ed Economia Aziendale. Svolgendo, nel contempo, attività di comunicazione istituzionale ed organizzazione di eventi e convegni, ha curato la pubblicazione di articoli per riviste e periodici regionali: Calabria - mensile del Consiglio Regionale della Calabria; reportage - periodico del lametino; Internet Extra - periodico specializzato e strumento per la diffusione della cultura di Internet; Obiettivo Calabria – rivista del Sistema Camerale Calabrese; Mediaterraneo e Dintorni – pubblicazione edita dall’aeroporto di Lamezia Terme. E’ fondatore, insieme a Raffaele Cardamone e Salvatore La Rocca, occupandosi della redazione, del sito www.ilReventino.it

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