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Gli eredi Talamo donano alla parrocchia di Bianchi la chiesa di famiglia “Sant’Antonio” di Serradipiro

Una celebrazione eucaristica in suffragio di Francesco Talamo, officiata da don Giuseppe Trotta alla presenza della figlia Chiara, del genero Maurizio e di alcuni familiari giunti per l’occasione da Catanzaro (origine della famiglia) e della comunità parrocchiale, si è svolta a Bianchi.

Subito dopo la Santa Messa, con una sobria manifestazione di riconoscenza e affetto, è stata affissa una targa marmorea che ufficializza il passaggio della chiesa della frazione Serradipiro, dagli eredi Talamo alla parrocchia di Bianchi.

La chiesa eretta nel XVII° secolo già jus patronato della famiglia Folino poi degli eredi Serravalle e infine degli eredi Talamo, per volontà di Francesco Talamo (chimico e storico -1929-2015) che anni addietro espresse la volontà di donarla alla popolazione di Serradipiro e Paragolio tramite il Comune di Bianchi prima e poi alla parrocchia di San Giacomo Apostolo di Bianchi e quindi alla curia di Cosenza oggi è realtà.  

Un atto di generosità, quello dei Talamo molto apprezzato della comunità delle due frazioni, che sin dai tempi ha sempre avuto un buon rapporto con la nobile famiglia. Francesco Talamo, pur residente a Varese, puntualmente ogni anno arrivava a Bianchi nella sua Serradipiro dove lo legavano i ricordi di famiglia e provvedeva personalmente ai festeggiamenti in onore di Santo Antonio (13 giugno).

Uomo colto e storico, umile e gentile, Talamo sentiva forte i sentimenti di appartenenza con la sua Serradipiro, al punto che per la comunità era “Don Franco” tanta la stima, l’affetto e il rispetto. Un legame che non si è incrinato, neanche dopo la morte, da nessuna delle due parti.

Don Giuseppe Trotta ha accolto di buon grado la donazione e auspica che con la collaborazione della popolazione e della curia si possa fare qualche intervento cui necessita la struttura. Oltre alle effige di alcuni santi e di un antico organo a canne, nella chiesa è custodito un altare ligneo intagliato della “Beata Vergine del Rosario” dichiarato “Bene d’interesse artistico e culturale” (decreto Ministero per i Beni e le Attività Culturali 1/12/1998) delle dimensioni di m 4,45 per m 2,82 e m. 1.23 di spessore massimo che necessita di restauro urgente.

Dell’altare ligneo Talamo era fiero al punto che dedicò un opuscolo dal titolo “La campana di Serradipiro e la diocesi di Martirano” Nicolini Editore, nel quale a proposito dell’altare scrive: <<L’importante è essere riusciti a portarlo all’attenzione delle Belle Arti con una laboriosa opera quasi decennale e a farlo catalogare come bene d’interesse artistico e culturale. Più importante sarà ora recuperarlo all’antica bellezza>>.

 

di: Pasquale Taverna

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