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Il Cardinale Gualtiero Bassetti a Lamezia per esortare i calabresi a non perdere la speranza

Da sx: don Roberto Tomaino e il cardinale Gualtiero Bassetti

Sono qui per dire ai calabresi di non avere paura e di non perdere mai la speranza. Soprattutto, come dice il Papa, di non farsi rubare da nessuno la speranza, che è una virtù che è innata perché ce la da Dio”. Così il cardinale Gualtiero Bassetti, presidente della Conferenza episcopale italiana, rispondendo alle domande dei giornalisti nel corso dell’inaugurazione della scuola di formazione per imprese, ospitata in una struttura della Diocesi di Lamezia Terme e i cui percorsi formativi, per imprese e giovani, saranno realizzati in collaborazione con il consorzio Elis di Roma.

“Forse tutti, in Italia – ha aggiunto –, abbiamo bisogno di essere più protagonisti nella nostra vita e di non essere delle persone che subiscono, magari abbastanza passivamente, ciò che succede attorno a loro stando sul terrazzo di casa. Questo è il momento in cui tutti, per un motivo o per un altro, dobbiamo rimboccarci le maniche ed essere vivi, perché non ne va di mezzo soltanto la nostra vita ma stiamo costruendo, soprattutto con i nostri giovani, che sono già il futuro,  l’avvenire, e quindi dobbiamo sentirci protagonisti”.

Da qui la sua esortazione a “mettere tutta la fantasia perché si possa incentivare il lavoro, dalle piccole cose alle più grandi. Ad esempio – ha aggiunto – nella mia Diocesi di Perugia abbiamo adottato quel progetto della Cei di un finanziamento iniziale dall’8xmille per creare posti di lavoro per i ragazzi e abbiamo fatto 25 borse di studio, ho premiato gli imprenditori che li hanno accolti, e per molti di loro ci saranno anche delle buone speranze di continuare con contatti più stabili”.

Per il presidente della Cei, infatti, “tutti hanno diritto al lavoro, non soltanto al lavoro provvisorio, perché il lavoro provvisorio crea angosce e il ragazzo non può pensare al proprio futuro, a formarsi una famiglia. Ecco, occorre incentivare il più possibile e mettere in moto processi che possono sfociare in un lavoro stabile, per tutti”.

Infine, rispondendo a una domanda sulle politiche del governo in tema di lavoro, Bassetti ha evidenziato che “noi, è chiaro, apprezziamo tutto quello che di positivo si fa per aiutare le famiglie perché sia incentivato un lavoro. Le politiche – ha aggiunto – si stanno già orientando in  questo senso. Però bisognerà che si orientino maggiormente perché questo del lavoro è il problema dei problemi e non è qualche cosa di accessorio nella vita”.

“Diceva La Pira – ha concluso – che il lavoro è il pane e senza pane non vivi. Allora, bisogna fare l’equazione diretta: il lavoro è pane. Quindi, chi governa deve preoccuparsi di questo pane quotidiano che il buon Dio offre per tutti ma vuole che noi uomini si sia suoi collaboratori in questa apertura alla Provvidenza”.

A margine della sua partecipazione al Festival della dottrina sociale della Chiesa, per la prima volta in una città del Sud in preparazione al Festival di Verona a novembre, il cardinale Bassetti ha commentato a “Lamezianuova”, organo di informazione ufficiale della diocesi di Lamezia Terme, le parole del Papa a Palermo.

“Ho conosciuto di persona Pino Puglisi. Un gigante della fede e un appassionato dei giovani. Chi crede in Dio, ha detto il Papa, non può essere mafioso. Queste parole andrebbero scritte in ogni aula parrocchiale gestita dalle pastorali giovanili. Il Santo Padre, qualche giorno fa ha detto che le tre P del suo soprannome possono essere tradotte con Preghiera, Parola, Pane. Tre parole che rappresentano una sfida pastorale e una proposta culturale e spirituale che necessita di essere sviluppata”.

Infine, Bassetti ha inviato un messaggio ai giovani calabresi e del Sud costretti a lasciare la loro terra: “La prima cosa che vorrei dire a questi giovani sono le parole di don Milani: “I care”. Cari giovani mi importa di voi, ci state a cuore e non vi dimentichiamo. E lo dico come cittadino italiano e come Presidente della CEI. La seconda cosa è ribadire quello che ho detto pubblicamente tante volte alle istituzioni e alla popolazione: dobbiamo investire nel Mezzogiorno d’Italia per valorizzare i talenti inespressi che ci vivono con difficoltà e dignità. Per quello che è nelle nostre possibilità, faremo di tutto per non rompere il filo di speranza che lega questi giovani all’Italia. Voi siete il nostro futuro e la vostra partenza è una sofferenza. Auspico almeno che questa sofferenza diventi un’opportunità”.

di: La redazione

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