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Il Comitato Pro Ospedale segnala una serie di disagi subiti dai cittadini

foto Ospedale Soveria MannelliSoveria Mannelli –  Una serie di disfunzioni che riguardano l’operatività dell’ospedale vengono segnalate dal “Comitato Pro Ospedale del Reventino” con una nota diffusa dal presidente Antonello Maida. Riteniamo cosa utile divulgare i vari casi accaduti.

<<Un nostro componente, nella giornata di venerdi 30 ottobre,  si è recato in ospedale poiché un cittadino ha lamentato il fatto che non funzionassero i computer aziendali. Sul posto ha potuto constatare quanto segnalato, e notare diversi cittadini in attesa di prenotazione costretti a fare dietro front. Una circostanza negativa che si ripete con una ciclicità preoccupante che mina la fiducia dell’utenza verso la struttura. Ma fosse stato solo questo il problema ce ne saremmo fatti una ragione; inoltre ci siamo imbattuti in una sequela di disfunzioni nella stessa mattinata che pongono la questione dei servizi in termini  da terzo mondo e fortemente preoccupanti. Un paziente P.V., recatosi in ospedale per effettuare delle analisi di laboratorio, ha dovuto constatare che alcuni esami prescrittigli dal medico di base si potevano eseguire ed altri no.

foto Ospedale Soveria Mannelli 10Nell’immediato abbiamo cercato di comprendere e siamo venuti a conoscenza del fatto che in precedenza tali esami venivano trasmessi a Lamezia Terme, quindi evadibili, oggi invece questo ausilio non è più consentito dall’azienda. Il consiglio degli operatori? Se li vada a fare altrove, almeno farà un unico prelievo. Ed ancora un ragazzo A.B., accompagna la fidanzata al pronto soccorso, l’esame prevede una lastra radiografica, peraltro fatta in tempi brevissimi, ma da quel momento deve passare un’ora e mezza affinché con la telemedicina si possa avere il referto. Riteniamo che i tempi siano alquanto impressionanti e che quindi la famosa telemedicina non svolga una funzionalità appropriata. Un altro ragazzo, C.R., nel frattempo arriva al pronto soccorso con un presunto trauma alla gamba destra; serve il consulto ortopedico, ma lo specialista non c’è. Viene mandato a Lamezia, che raggiunge con la sua auto affrontando il disagio dovuto alle sue condizioni, per poi tornare al pronto soccorso a consulenza eseguita, ovvero dopo quattro ore. Infine, un signore si reca in medicina per chiedere come eseguire un day hospital per la madre M.V. allo scopo di controllare un’accentuata ipertensione. Gli viene risposto che si può prenotare e che i tempi sono abbastanza ridotti, 3/5 giorni massimo, ma che il monitoraggio prevede solo l’installazione dell’apparecchio “holter pressorio” e relativa terapia che ne consegue. Alla domanda se sono previsti altri esami oltre l’holter, i medici rispondono che in effetti sarebbero utili, ma che da tempo hanno tolto loro la possibilità di eseguirli, mentre mesi fa si facevano. Se a questo aggiungiamo il fatto che la radiologia è chiusa da agosto e che il radiologo, che il commissario Scura ha deliberato di assumere per il nostro ospedale, ancora non arriva per una farraginosa burocrazia, il quadro della situazione è completo. Tra l’altro ricordiamo che l’ospedale è privo di direttore sanitario “stabile” nella struttura.

foto Ospedale Soveria Mannelli 5Una sola mattina ci è bastata per tastare il polso della situazione e capire che i computer erano aut; che le Panda per il trasporto del sangue non trasferiscono più gli esami a Lamezia per la lavorazione, mentre prima era possibile; che per una consulenza radiologica si deve aspettare un’ora e mezza se va bene; che le consulenze ortopediche non vengono eseguite; che in medicina possono fare un day hospital parziale per direttive sanitarie aziendali. Ci chiediamo se questo è un ospedale civile o un ospedale da campo e se tutto rientra in una logica precisa per la quale i LEA (Livelli Essenziali di Assistenza) certamente non sono osservati. Lo chiediamo a Massimo Scura, a Giuseppe Perri, a Mario Oliverio, a Tonino Scalzo, al sindaco Giuseppe Pascuzzi e a tutti i referenti del territorio che hanno l’oggettiva responsabilità che il mandato gli affida. Noi non sappiamo più a che santo votarci, e ci rimane, almeno questo, il solo compito di divulgare quanto più possibile una situazione insostenibile affinché nessuno possa trincerarsi dietro il velo pietoso dell’io non lo sapevo>>.

di: La redazione

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