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Il gruppo dei volontari del NERS a “scuola” di psicologia in caso di emergenze

I volontari del Nucleo Emergenze Reventino Savuto (NERS) chiudono la stagione estiva interrogandosi sul valore del volontariato professionale. Partendo dal bilancio positivo delle attività svolte e nell’intenzione di fare un passo in avanti, per essere ancora più efficaci nell’intervento, non solo per l’aspetto pratico ma anche per quello psicologico, hanno inteso affrontare un percorso formativo in modo da poter contare su una maggiore consapevolezza nell’azione di emergenza. In modo da fornire adeguata risposta alla serie di domande del tipo: Cosa significa intervenire in casi di emergenza? Quanto è importante il saper accogliere le persone nella fase acuta del trauma? Cosa significa essere coesi e lavorare in sinergia? Quanto conta condividere gli stessi principi nel buon esito di un’operazione?  
 
In apertura dell’incontro svolto presso la sede operativa – come contenuto in una nota pervenuta in redazione  – hanno svolto appassionati interventi il presidente Tonino Vescio e il vicepresidente Martino Varano del gruppo dei volontari del NERS, a cui è seguito l’atteso confronto con la psicoterapeuta Angelina Pettinato, originaria di Carlopoli ed autrice del libro dal titolo “Ad un passo da noi” presentato nel corso di diverse tappe già in vari centri di tutta Italia.
E partendo proprio dal romanzo scritto dalla Pettinato, l’esposizione si dipana con fluidità. Nel libro la protagonista incontra durante il suo cammino verso Roma, un cieco. Il cieco le insegna che tutto è possibile quando ci credi davvero. Credere è un verbo chiave del gruppo NERS.
Fare protezione civile è una vocazione che deve essere condivisa e accettata non solo dai volontari ma anche dalle loro famiglie. Tutti sono essenziali, ogni ruolo è fondamentale per la buona riuscita dell’intervento. La fiducia nel gruppo e in se stessi, la capacità di comprendersi e coordinare senza parlare sono alla base.
 
Chi entra nell’associazione deve condividerne i principi e i valori umani. Da qui la necessità di comunicarli efficacemente per far crescere il gruppo non tanto dal punto di vista numerico ma da quello della qualità. E la qualità si ottiene non solo con la ”formazione tecnica” ma anche con quella psicologica. Un passaggio importante che mostra la particolare sensibilità e l’amore disinteressato che i volontari del NERS hanno per la protezione civile. 
 
Proteggere la comunità non è un passatempo ma una responsabilità. Dalla coesione del gruppo dipendono la sicurezza e la riuscita. È una crescita umana, personale e professionale. Essere al servizio significa esserci con la mente, il cuore e il corpo. Significa accogliere, salvare, proteggere. Significa garantire il progresso di una comunità e la speranza nel futuro.
 
In definitiva, indossare la divisa significa essere portatore sano di buoni valori. 
Un incontro diverso dal solito ma dentro alle dinamiche profonde dell’intervento in caso di emergenza.

di: La redazione

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