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Il nuovo anno scolastico a Soveria Mannelli inizia sotto l’auspicio di strutture scolastiche più moderne ed efficienti

pascuzzi-Soveria Mannelli – Pubblichiamo di seguito e integralmente il comunicato stampa con le dichiarazioni del Sindaco di Soveria Mannelli, Giuseppe Pascuzzi, in merito all’avvio del nuovo anno scolastico, con una serie di considerazioni anche sui lavori che si sono effettuati, o si stanno effettuando, al fine di rendere più moderni ed efficienti dal punto di vista del risparmio energetico i vari edifici che ospitano alcune scuole del territorio comunale:

<< Sarà un inizio di anno scolastico particolare, ma allo stesso tempo, importante quello che attende i ragazzi delle scuole elementari e medie di Soveria Mannelli.

Il sindaco Giuseppe Pascuzzi nel rivolgere l’augurio di un proficuo anno agli studenti ed alle loro famiglie anticipa che sta proseguendo l’azione intrapresa dall’Amministrazione in tema di ammodernamento ed efficientamento energetico degli istituti scolastici di competenza comunale.

Sono stati, infatti, consegnati anche i lavori di efficientamento energetico dell’istituto che ospita le scuole elementari di Soveria centro dopo che, un altro intervento, è stato avviato dall’Istituto Comprensivo e si trova in fase avanzata pure nell’edificio che ospita le medie.

Si tratta – spiega Pascuzzi – di lavori molto importanti dell’ammontare complessivo di 630 mila euro, appaltati nell’ambito di un finanziamento ottenuto dal Comune sul “POI” –  Programma Operativo Interregionale “Energie rinnovabili e risparmio energetico” 2007-2013 – che, oltre alle scuole, riguarda anche la casa comunale e l’ufficio tecnico comunale con la realizzazione di un impianto geotermico, che è già stato ultimato,  proprio a servizio dei locali comunali”.

E’ di tutta evidenza, sottolinea il sindaco, che “tutti i lavori realizzati e quelli ancora in itinere comporteranno il raggiungimento di due significativi risultati: il primo un miglioramento complessivo del comfort degli studenti e di tutti gli operatori scolastici e, il secondo, un cospicuo risparmio economico per le casse comunali in termini di spesa per il riscaldamento che, considerata l’allocazione di Soveria Mannelli in zona montana, sarà davvero considerevole”.

Mi rendo conto – aggiunge Pascuzzi – che i lavori in corso inevitabilmente comporteranno alcuni disagi visto che per la contemporaneità degli interventi di ammodernamento le elementari e le medie dovranno temporaneamente condividere lo stesso edificio e, di questo, mi rammarico, ma avendo visionato più volte i locali credo che si tratti di una situazione estremamente confortevole, con tutti i locali ripitturati, le controsoffittature con le nuove illuminazioni e soprattutto il nuovo impianto di riscaldamento”.

“Voglio, comunque, invitare studenti, corpo docenti e famiglie ad affrontare il nuovo impegno scolastico con la consueta serenità, nella consapevolezza che a fronte di piccoli disagi  – conclude il sindaco – avremo considerevoli migliorie nelle strutture scolastiche non solo alle scuole elementari ma anche alle scuole medie. I lavori che rimangono da fare saranno di breve durata e molto presto tutti insieme festeggeremo con una grande cerimonia di inaugurazione da tenersi nel periodo natalizio”.  >>

di: Raffaele Cardamone

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Raffaele Cardamone è nato a Soveria Mannelli, dove vive da sempre, lavorando prevalentemente nella città di Catanzaro. Da giovanissimo ha realizzato per l’emittente radiofonica “Radio Soveria Uno” dei programmi di nicchia, tra i quali si ricordano ancora “Radio on” e soprattutto “Rock in motion”, oltre a una serie di trasmissioni sportive sulla squadra di calcio locale. Nonostante il legame particolare con il suo luogo d’origine, ha avuto l’opportunità di viaggiare molto in Italia e in Europa prima per motivi di studio e poi di lavoro. Ha la qualifica di “Tecnologo della comunicazione formativa”, acquisita al termine di un corso biennale di formazione professionale sulle applicazioni delle tecnologie informatiche e audiovisive (che cominciavano a fondersi in quelle multimediali) in ambito formativo, e quella di “Coordinatore di attività di progettazione formativa”, acquisita sul campo, lavorando per oltre dieci anni nell’équipe di Coordinamento didattico dell’Enaip Calabria (l’Ente di formazione professionale delle ACLI). Il suo lavoro si svolge nel settore della formazione professionale, con frequenti e numerose deviazioni in quello della comunicazione (editoria specializzata, multimedialità e internet). Da qualche tempo, alcune sue opere letterarie sono presenti sulla piattaforma digitale di self publishing "ilmiolibro.it".

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4 Commenti

  1. Avatar

    Nelle scuole di Soveria bisogna dare dei contributi in soldini ed il sindaco ha anche l’arroganza di parlare di strutture efficienti!!La faccia tosta non ha limiti, a Colla, il sindaco saprà dove si trova, noi genitori lo scorso anno abbiamo fatto la colletta per pitturare l’interno della scuola, forse il Sindaco parlava di qualche altro paesino, gli amministratori, assessori e consiglieri li vedremo ad aprile- maggio quando verranno con il cappello in mano a chidere l’elemosina dei voti, ad maiora!!!!!

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      Gentile Saverio,
      i soldi per la scuola mancano non solo a Soveria Mannelli ma in tutta Italia. La “buona scuola” di Renzi, a parte l’assunzione di insegnanti precari (peraltro imposta dall’Europa a pena di pesanti sanzioni) e qualche spicciolo per imbiancare le pareti interne, è praticamente a costo zero. Certo, anche le amministrazioni locali potrebbero fare meglio, non tanto con i soldi che non ci sono ma con idee nuove: una di queste è proprio quella del risparmio energetico, che significa anche un sicuro risparmio in termini di fondi. Posso condividere una critica sul ritardo con cui stanno procedendo i lavori, ma provi a pensare a quello che si potrà fare se, con una decisione politica, si provvederà a riutilizzare nel “sistema scuola” tutti i risparmi ottenuti. Si potrebbero tenere aperte le scuole tutto il giorno, dando la possibilità ai ragazzi di studiare, fare ricerche, approfondire tematiche di rilievo, utilizzare tecnologie in modo produttivo, seguiti da tutor e magari dagli stessi genitori che potrebbero anche loro frequentare gli ambienti scolastici e collaborare con gli studenti, ognuno per le proprie competenze. Insomma, si potrebbe avere un luogo di incontro e socializzazione che non sia la strada o quello virtuale dei social network. Sto descrivendo il mondo dei sogni? Staremo entrambi a vedere!…

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        Caro Signore,

        colgo l’occasione del suo gentile contributo di pensiero per provare a fare un po’ di chiarezza su un argomento molto delicato.

        Prima però mi permetto di esternare una mia intima convinzione: credo che l’eccessiva velocità di comunicazione offerta dai social network (troppo) spesso induce ad esprimere commenti, opinioni, punti di vista, in maniera eccessivamente veloce, disorganizzata, poco ragionata, molto spesso (direi perlopiù sempre) disinformata. Con questo arrivo anche a dire, provocatoriamente che, altrettanto spesso è difficile poter parlare di “opinione pubblica” proprio perché il diritto di averne una (probabilmente) dovrebbe bilanciarsi quanto meno con una corrispondente voglia/capacità/interesse ad informarsi nel merito delle questioni rispetto alle quali, per l’appunto, si desidera esprimere un personale convincimento.

        Poi, per carità, il dialogo, in qualunque forma si esterni, è sempre e comunque positivo, è sempre una occasione irrinunciabile, ed è proprio per questo che, nonostante i toni usati, sento il dovere di ringraziarla.

        L’argomento scuola è uno di quelli più sfaccettati e complessi, che certamente merita di essere approfondito, cosa impossibile in questa sede, dove mi limiterò solo ad offrire degli spunti di riflessione ulteriori a quelli gentilmente offerti dal Sig. Guzzo, che magari possono stimolare, ai lettori, qualche considerazione aggiuntiva.

        Ovviamente, per poterne parlare con un minimo di cognizione occorrerebbe conoscere, per grandi linee le principali norme che disciplinano l’universo scolastico, che stabiliscono i confini di competenza tra le varie istituzioni, nonché termini e modalità di erogazione dei servizi pubblici connessi, oltre a tutto un vasto insieme di altre considerazioni.

        Vi sono, ad es., tematiche trasversali che incidono direttamente sulle problematiche della scuola pubblica, per citarne solo qualcuna: l’adeguatezza anche in termini di sicurezza del patrimonio immobiliare scolastico e l’altra, ancora più grande, questione dell’ottimizzazione della spesa pubblica (leggi: TAGLI e SPENDIG REVIEW), del disavanzo pubblico, delle condizioni disastrose della finanza degli enti locali, ecc., che condizionano tutto il sistema dei servizi pubblici locali (sanita, scuola, trasporti, ecc.).

        Sono molteplici gli interrogativi che un cittadino potrebbe (o dovrebbe) porsi.

        Credo anche che non siano più tempi in cui può far notizia la colletta tra genitori, insegnanti, studenti, amministratori, cittadini per migliorare un servizio, per curare un bene pubblico, per fare stare meglio i nostri figli e noi stessi.
        D’altronde come potrebbe farsi diversamente senza risorse?

        E la colpa di chi sarebbe? Questa è una domanda interessante alla quale ho intimamente provato a rispondere, anche in chiave locale, ma terrò per me le mie personali considerazioni.

        Sono tempi in cui, molto intelligentemente, la società, le persone, i cittadini, geneticamente predisposti alla sopravvivenza, sono più aperti a pratiche di condivisione di mezzi e risorse per contenere la spesa pubblica (che poi, per inciso, toccherebbe sempre le tasche dei cittadini). Per dirne banalmente una, in città, oltre ai mezzi pubblici, è ormai pratica diffusa il car sharing, dove cittadini per spostarsi e magari per recarsi al lavoro hanno organizzato dei sistemi per la condivisione dei propri mezzi di trasporto privati. Ma gli esempi sono tantissimi ed estremamente diversificati. Le pratiche di FUNDRAISING sono utilizzatissime in tutti i settori civili ed istituzionali, e sono ancora più amplificate dagli strumenti telematici, si finanzia di tutto con le “collette”, dagli investimenti produttivi, ai progetti del terzo settore, alla ricerca scientifica (Telethon, ecc.), e perché no…. anche i lavori di piccola manutenzione delle pubbliche amministrazioni locali.

        Forse nelle nostre piccole comunità registriamo un eccessivo ritardo nella riorganizzazione dei nostri stili di vita.

        Nel mondo della scuola poi sono decenni che in tutta Italia si fanno le collette tra genitori, forse si fanno da quando esiste la scuola, e paradossalmente sono anche espressione del forte legame affettivo che lega la comunità all’istituzione scolastica, che ha abbracciato ed accudito ciascuno di noi.

        Forse la prospettiva da cui guardare le cose, e nello specifico la questione posta in termini forse un po’ troppo acerbi dal lettore, è un’altra.

        Oggi come oggi tutti i cittadini, tutti noi, siamo doverosamente tenuti a contribuire, ciascuno per come può, a salvaguardare il bene comune, a scendere in campo, a rimboccarci le maniche, perché –aimè- sono finiti i tempi delle vacche grasse.

        Tornando alla scuola, tanti potrebbero essere gli interrogativi che un cittadino potrebbe diligentemente porsi, e sui quali sarebbe interessante, utile e costruttivo un confronto, ad es.:

        – come si può riuscire a mantenere aperte le scuole in piccoli centri (come Soveria Mannelli, che ha già perso in passato il plesso di San Tommaso) alla luce delle direttive sul dimensionamento scolastico?
        – Come può un comune riuscire, a fronte di un disavanzo certificato di miliardi di vecchie lire, a garantire i servizi pubblici a richiesta (mensa e trasporto)?
        – Come si possono gestire le problematiche legate alla manutenzione ordinaria e straordinaria degli edifici scolastici se l’Istituto Comprensivo ed il Comune non dispongono delle risorse necessarie?
        – Come si possono mettere in sicurezza tutte quelle strutture che sono sprovviste addirittura dell’agibilità?
        – Come è possibile coniugare, in piccoli comuni, la necessità di erogare un servizio scolastico di qualità a fronte dell’esiguità dei numeri della popolazione scolastica e della ridottissima (per non dire nulla) capacità di spesa degli enti pubblici preposti?
        – Come si può programmare una politica d’investimento in mancanza dei necessari fondi?

        Difronte a simili, esemplificativi, interrogativi è evidente che i servizi pubblici che vengono erogati nelle comunità sottodimensionate (mi riferisco quanto meno ai comuni al di sotto dei 15.000 ab.), in questo momento storico, costituiscono – per non invocare espressioni miracolistiche – quanto meno un oggettivo “punto di equilibrio”, tra quello che viene percepito come un servizio sufficiente a garantire le aspettative minime diffuse della comunità e quello che sarebbe idealmente il miglior servizio possibile.

        Un punto di equilibrio, ad es., tra:
        – il desiderio di voler garantire il più elevato livello di istruzione scolastica ai nostri figli;
        – la capacità di spesa delle famiglie, dell’Istituto Comprensivo, del Comune;
        – la possibilità di avere servizi migliori nelle città vicine;
        – i costi della mobilità urbana ed extraurbana;
        – la diminuzione della popolazione scolastica e l’aumento dei costi del servizio pubblico;
        – i costi dei servizi pubblici comunali (mensa e trasporto);

        ed inoltre tra:
        – il desiderio di avere una scuola vicino casa (la migliore possibile);
        – il desiderio di avere un sufficiente tenore e qualità della vita;
        – il mantenimento sul territorio di tutti quei posti di lavoro legati alla scuola.

        Oggi, il lettore, il Sig. Guzzo, commenta una notizia data dal Sindaco in cui, oltre ad esprimere un augurio per un nuovo anno scolastico rivolto a genitori, docenti, ragazzi, operatori e Istituzioni, chiede scusa per il disagio inevitabilmente procurato a ragazzi, docenti ed operatori, dai lavori di riefficentamento energetico che hanno interessato la scuola elementare, ma anche la Casa Comunale e l’Ufficio Tecnico.

        È stato realizzato un innovativo impianto geotermico, a servizio dell’impianto di riscaldamento degli edifici, sono state cambiate le caldaie, sono stati installati dei termoconvettori, è stata realizzata una controsoffittatura con un nuovo impianto di illuminazione, sono stati riverniciati gli ambienti.

        È stata colta l’occasione di un finanziamento pubblico che prevedeva di fatto che tali interventi fossero realizzati su più edifici pubblici vicini, per motivi tecnici, per cui non potevano essere utilizzati su strutture isolate e/o periferiche.

        Si tratta certamente di una buona notizia. Si tratta oggettivamente di un miglioramento del servizio. La scuola elementare allo stato è assolutamente dignitosa e riesce anche ad ospitare gli alunni delle medie senza troppi disagi.

        Non apro, per il momento, nessuna parentesi con riferimento ai lavori in corso alle scuole medie.

        Per decenni queste strutture sono rimaste in condizioni decisamente più precarie, con evidenti difetti manutentivi. Ora che si è riusciti a fare un intervento in tal senso diventa più che opportuno comunicarlo anche per promuovere il buon nome del nostro Istituto Comprensivo e di tutto il corpo docente che segue con professionalità ed impegno i nostri ragazzi e stimolare, ove possibile, nuove iscrizioni nelle nostre scuole.

        È vero, si può e deve fare, o quanto meno ambire a fare, sempre di più e meglio, ma è altrettanto vero che le cose si fanno per gradi, mattoncino su mattoncino.

        E quando si fanno è giusto dirlo e sottolinearlo, sia perché frutto dell’impegno e del sacrificio di molti, sia perché sono il risultato della spesa di soldi pubblici, dei contribuenti, e quindi di tutti noi, spesi, una volta tanto, con attenzione.

        Questi lavori procureranno un risparmio del 60-70 % circa dell’attuale spesa energetica del Comune negli stessi edifici.

        Questo significa semplicemente che, con i soldi che si andranno a risparmiare, si potranno finalmente fare quegli interventi di manutenzione ordinaria di cui necessita anche il plesso di Colla.

        La spesa pubblica va contenuta e programmata.
        Oggi gli investimenti in interventi di questo tipo, in mancanza di finanziamenti pubblici mirati, si possono realizzare solo in due modi: aumentando le tasse ai cittadini o introducendo tasse di scopo finalizzate a questo, oppure ottimizzando la spesa, generando risparmio e con il risparmio finanziare gli interventi.

        Abbiamo scelto la seconda strada, perché un aumento delle tasse sarebbe insostenibile per le tasche dei cittadini.
        La prima strada è la più semplice e non richiede grosse capacità.
        La seconda strada è più difficoltosa ma più solida e sicura.
        È una dinamica virtuosa che deve essere correttamente incardinata ed alimentata ed i cui frutti si vedono progressivamente, strada facendo.
        Oggi si fanno i lavori, domani si risparmia, subito dopo si investe.
        Non si può fare altrimenti.
        Corrisponde ad un nuovo modo di pensare e di agire nel quale prevale la convinzione che la salvaguardia del bene comune non si ottiene con microinterventi estemporanei destinati a soddisfare bisogni di pochi elettori (magari amici) ma con una visione programmatica e d’insieme a beneficio dell’intera collettività (degli amici e dei “nemici”).

        Gentile Sig. Guzzo, detto quanto sopra, aggiungo anche che so bene dove si trova Colla, conosco molto bene lo stato della sua scuola, per esserci stato diverse volte, anche al posto del personale tecnico (purtroppo carente), e conosco bene anche buona parte dei residenti della frazione.

        Tutte persone assolutamente per bene.

        Mi è capitato di incontrare alcuni cittadini di Colla al comune, dove si erano recati per portare educatamente alcune richieste.
        Ogni volta, ragionando insieme, alla luce dell’evidenza dei fatti, spiegando per bene tutte le circostanze e i motivi che inducono gli uffici a compiere determinate scelte, questi cittadini se ne sono andati sempre soddisfatti, per aver trovato delle risposte e grande considerazione. Tutti.

        Certo, non sempre le risposte sono quelle che uno vorrebbe ricevere, ma nessuno viene preso in giro, a tutti si da una risposta circostanziata e motivata per ogni questione.

        L’ultima volta che mi sono trovato a discutere della scuola di Colla con alcuni genitori ed insegnanti, avevamo il problema dell’umidità nel locale utilizzato come refettorio dai ragazzi. Su sollecitazione degli insegnanti ci siamo fatti carico del problema ma non avevamo in cassa risorse sufficienti per fare tutto il necessario.

        Anche in quel caso, grazie alla disinteressata disponibilità di un cittadino, di un genitore, di un bravo giovane di buona volontà, il Comune ha comprato il materiale ed il giovane di Colla, gratis, per il bene della sua comunità e della sua scuola, quella dove vanno i propri figli, ha messo a disposizione la sua professionalità e la sua manodopera.
        Il refettorio oggi è un locale accogliente e senza umidità.

        Questo è quello spirito civico, di appartenenza, di orgoglio che fa muovere tutte quelle dinamiche positive di cui un paese come il nostro ha tanto bisogno.

        Sig. Guzzo, non avrò la bacchetta magica, ma il mio impegno c’è tutto ed i risultati dell’azione messa in campo ci sono, i numeri generati a chiusura di un ciclo amministrativo, breve ma certamente intenso, sono positivi.
        Ma forse ancora non sono ben noti.

        Lei si è rivolto a me come in genere ci si rivolge ad un politico di vecchio corso che illude, promette e costruisce clientele e su queste costruisce il proprio benessere.

        Mi dispiace doverla deludere, ma il mio personale profilo è estremamente lontano da questo, e di ciò vado molto orgoglioso: non sono un politico, non vivo di politica, non sono preoccupato di fare le cose per generare consenso, sono piuttosto un tecnico ed il mio contributo va in questa direzione.
        Solo duro lavoro con grande sacrificio e pochissimo tempo da dedicare alla famiglia ed alla professione.
        Per cui forse la deluderò se le dico che non elemosinerò alcunché, perché, oltre a non essere mio costume, non rientra neanche tra le opzioni del progetto politico portato avanti fin qui.

        Se le cose non cambieranno (in Italia), se non verranno fatte le giuste riforme, se gli enti locali non verranno messi in condizione di essere amministrati come si deve, con le giuste risorse, le assicuro che sarà difficile in futuro, trovare giovani disponibili a sacrificare parte della loro vita per amministrare piccoli comuni, pieni di problemi.

        Senza dipendenti comunali con profili di responsabilità e competenze in linea con i tempi e con le riforme in atto, senza amministratori con profili professionali adeguati e che possano cooptare al bisogno il lavoro degli uffici, i nostri piccoli comuni sono purtroppo destinati ad un progressivo declino.

        Le politiche e le azioni amministrative da mettere in campo per programmare la loro tenuta (o forse la rinascita) sono molto complesse e richiedono la contestuale condivisione di altri comuni per essere messe in campo.

        Si tratta di azioni di lungo periodo che per essere messe in opera necessitano di personale qualificato e che devono essere compiute contestualmente da due o più comuni che vanno nella stessa direzione unificando funzioni e servizi, per essere efficaci.

        Finora, nel nostro contesto, ciò non è stato del tutto possibile, sia per la carenza di personale, sia, soprattutto perché, i vari comuni camminano a diverse velocità.

        Propedeutico a qualunque altro sforzo è il risanamento del bilancio degli Enti, altrimenti tutto il resto è di fatto impraticabile. Soveria da cinque anni si è incamminata in questa direzione con risultati estremamente importanti.

        La programmazione si realizza attraverso lo strumento contabile, non a parole.
        Se il bilancio, anche nella sua proiezione pluriennale, non lo consente, nessuna programmazione è possibile.

        Gli altri comuni non sempre hanno affrontato i medesimi problemi in maniera altrettanto seria e determinata e quindi non riescono ad armonizzare la gestione dell’Ente con le nuove norme, non riescono sempre a programmare gli obiettivi di medio e lungo periodo e quindi a pianificare nuove politiche e così a riorganizzarsi.

        Ciò vuol dire che non ci sono interlocutori del tutto affidabili (da questo punto di vista) e grosse manovre strategiche in direzione dell’unificazione amministrativa delle funzioni non possono essere di fatto compiute.
        Resterebbero solo su carta.

        Come le dicevo, sono tante e tutte incredibilmente importanti le sfide amministrative che determineranno il futuro del nostro comune ed in generale dei piccoli enti locali, tutte difficili ma appassionanti.

        In questo quadro, quello della realtà dei fatti, che la storia ci restituisce, non credo che faccia notizia la colletta fatta a scuola.

        Piuttosto sento il dovere di ringraziare tutti quei genitori che, animati dal senso civico, hanno sentito la necessità di contribuire alla causa rendendosi conto dei tempi in cui viviamo, delle difficoltà in cui versano le Istituzioni e dei bisogni dei nostri figli.

        Quando si fa un gesto di civiltà, come quello di contribuire al miglioramento degli ambienti scolastici, si deve poter farlo con convinzione e la dovuta serenità, non con astio e risentimento (del tutto fuori posto), sentimenti che rischiano di inficiare la bontà dell’iniziativa.

        In fondo la scuola è di tutti.

        Cordialmente
        Giuseppe Pascuzzi

  2. Avatar

    La risposta del Sindaco Giuseppe Pascuzzi al cittadino della frazione Colla di Soveria Mannelli sugli edifici scolastici è ampia e articolata. Avremmo voluto pubblicarla come “articolo”, ma i riferimenti specifici al cittadino in questione ce lo hanno impedito.
    Tutti gli altri lettori, se porranno la giusta attenzione verso le argomentazioni del Sindaco, potranno farsi un’idea più precisa sulla vicenda, com’è normale in democrazia, dove il dibattito tra istituzioni e cittadini deve essere incoraggiato, seppure mantenuto sempre su binari di correttezza ed educazione.

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