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Il sindaco di Gimigliano chiarisce alcuni aspetti sulla richiesta di distacco della frazione Colla

Sulla notizia riguardante il distacco da Gimigliano per passare a San Pietro Apostolo da parte dei cittadini della frazione Colla, pubblichiamo volentieri la richiesta del sindaco di Gimigliano, Massimo Chiarella, che ritiene di poter chiarire meglio i termini della situazione non spiegati a sufficienza dal Comitato cittadino “Uniti per Contrada Colla”.

Gentile Redazione,
in riferimento all’articolo apparso sulla sulle pagine del sito www.ilReventino.it dal titolo… “I cittadini invocano il distacco da Gimigliano………..”, la civica amministrazione di Gimigliano, da sempre sensibile alla problematica, ritiene doveroso precisare meglio la vicenda per una completa informazione dei lettori, anche per chiarire meglio ciò che il Comitato dei cittadini di Colla non dice per ovvi motivi.

Contrada Colla, Manche e Bivio Zeta di Gimigliano, dove allo stato risiedono circa 90 cittadini, si è nel tempo sviluppata a livello urbanistico grazie al Programma di Fabbricazione del Comune di Gimigliano.

Il Piano urbanistico ha permesso a queste frazioni, in considerazione delle legittime e pressanti richieste pervenute da sempre al Comune di Gimigliano da parte dei cittadini ivi residenti, vedi ultime istanze depositate per il P.S.A. (Piano strutturale associato), di consentire l’edificabilità su quel territorio urbanisticamente e geologicamente idoneo. Infatti tutte le abitazioni costruite oggi e sono tante, attività commerciali comprese, sono sorte in quell’area dove un tempo vi erano solo poche case coloniche utilizzate da contadini.

Quindi consapevoli di costruire in territorio di Gimigliano, dove ovviamente i sottoservizi non erano adeguatamente dimensionati rispetto al nuovo sviluppo edilizio richiesto.

Foto estratta dalla pagina Fb “Sei di San Pietro Apostolo se….”

Questa premessa è necessaria per meglio inquadrare la problematica che ha già avuto negli anni 90’ una soluzione definitiva. In sostanza la Regione Calabria ha indetto un referendum pubblico consultivo dove i cittadini dei due Comuni hanno respinto l’ipotesi del passaggio di queste frazioni al Comune di San Pietro Apostolo. In quell’occasione nella proposta di legge vi era giustamente una compensazione di terreni per lasciare le superfici territoriali dei due Comuni inalterate, al fine di non arrecare alcun danno erariale agli enti medesimi, nonostante la perdita di valore per Gimigliano, a cui lo stesso aveva favorevolmente aderito sempre per venire incontro a questi cittadini. Prima cosa non detta.

Oggi invece nella proposta di legge dell’on.le Ciconte, che ha deciso di prendere una autonoma iniziativa senza avvertire il benchè minimo bisogno di ascoltare la comunità di Gimigliano, non vi è alcun equilibrio nel progetto di legge di passaggio delle frazioni a San Pietro Apostolo, nella sostanza l’on. Ciconte, bontà sua, ha previsto che il Comune di Gimigliano debba cedere per legge 700.000 metri quadrati di terreno, abitazioni comprese, al Comune di San Pietro Apostolo senza alcuna compensazione di territorio spogliando in questo modo il Comune di Gimigliano che oltre alle abitazioni perderebbe un’enorme quantità di terreno, circa 50 ettari. Seconda cosa non detta.

Praticamente la proposta di legge Ciconte prevede il passaggio ope-legis di quasi un ettaro (10.000 mq) per ogni cittadino residente nella frazione Colla. Un esproprio legale studiato a tavolino dall’on. Ciconte a cui bisognerebbe chiedere che concetto ha, egli politico, dell’autonomia di un comune e della sovranità del popolo.

Tralascio volutamente alcune considerazioni non veritiere del Comitato Cittadino, come quelle per i servizi erogati e quelli non erogati che non vengono pagati, altro che bancomat, per non polemizzare con coloro i quali più volte abbiamo interloquito anche convocandoli in Consiglio Comunale, per ascoltarne le ragioni ma per spiegare anche quelle degli altri.

Ma l’amministrazione comunale è andata ben oltre, perché non ha nulla da nascondere.

Ha inviato al consiglio regionale una proposta di legge che viene incontro a questi cittadini, stabilendo che ad essere trasferiti siano solo le abitazioni e le corti circostanti, praticamente circa 25 ettari e non 70 , compensando il passaggio con altrettanto territorio in modo da lasciare inalterate le superfici complessive dei due comuni. Terza cosa non detta.

Ai vostri lettori giudicare il merito dei fatti, a noi il compito di raccontare la verità delle vicende riportate negli atti amministrativi che possono essere letti, nell’interesse supremo dei cittadini e del ruolo istituzionale che rivestiamo.  Si ringrazia la Redazione per la gentile ospitalità.

Cordiali saluti
Il sindaco Massimo Chiarella

di: La redazione

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