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Intervista al presidente del Comitato “La strada che non c’è”

San Pietro Apostolo – Continua ad essere di grande attualità il problema relativo alla strada del “Medio Savuto”, problema ritornato alla ribalta dopo il servizio andato in onda qualche settimana fa su Striscia la Notizia. Alla luce della recente e momentanea chiusura della tratta ferroviaria Cosenza – Catanzaro abbiamo deciso di intervistare Domenico Mazza presidente del Comitato “La strada che non c’è”, che ha provato con le sue risposte a toglierci tutti i dubbi su quanto sta succedendo.

Quanto è importante questa strada visto la “momentanea” chiusura del tratto ferroviario?

Penso che quest’opera pubblica diventi vitale, necessaria e irrinunciabile per tutta la Calabria, ma sopratutto per questa zona che ne è il suo cuore pulsante. Ultimarla e realizzarla significherebbe portare sviluppo a questo territorio, un territorio abbandonato dalle istituzioni. Significherebbe evitare lo spopolamento di queste aree perché le strade sono vecchie e pericolose e i tempi di percorrenza sono interminabili, direi biblici. E significherebbe infine dare ai giovani l’opportunità di raggiungere con facilità e in breve tempo le città più vicine che offrono di sicuro più occasioni e più vantaggi.

Come si muoverà il Comitato prossimamente, avete in mente altre iniziative?

Il Comitato esiste da sei anni e sono sei anni che lottiamo insieme ai cittadini del comprensorio per dare voce a questo immenso problema. Abbiamo raccolto 7.000 firme, abbiamo fatto diverse interpellanze parlamentari, abbiamo mandato richieste d’aiuto alla Camera dei Deputati, al Senato, abbiamo scritto all’ex presidente del Consiglio Matteo Renzi, abbiamo incontrato i vertici della Provincia, abbiamo chiesto incontri alla Regione, alla Prefettura, abbiamo scritto al presidente della Repubblica e purtroppo abbiamo avuto sempre risposte vaghe e una miriade di promesse mai mantenute. Noi continueremo con questa nostra interminabile azione e lo faremo per noi, per i cittadini e per la Calabria.

Enzo Bruno avrebbe detto che a fine luglio verranno aperti i primi 5 chilometri di strada, lei ci crede?

Sinceramente me lo auguro e noi tutti del Comitato ce lo auguriamo, anche se è solo un piccolo tratto. Ne approfitto però per fare un appello al presidente della Provincia di Catanzaro Enzo Bruno e soprattutto al presidente della Regione Calabria Mario Oliverio per cercare i fondi per ultimare i lavori e per restituire quei 94 milioni di euro arrivati per il piano per il sud indirizzati alla realizzazione del secondo lotto di strada e per la progettazione del terzo e poi destinati e trasferiti per altri fini.

Devono capire che questa strada diventa l’unica alternativa per lo sviluppo di quest’area interna e l’ultimo spiraglio per evitare di essere dimenticati da tutti.

di: Samuele Anastasio

Samuele Anastasio è nato a Soveria Mannelli nel 1984, si è laureato in Conservazione dei Beni Culturali presso l'Università della Calabria e successivamente ha conseguito col massimo dei voti la laurea magistrale in Archeologia Medievale presso l'Università degli Studi di Perugia. Ha pubblicato un saggio dal titolo "Abbazia di Santa Maria di Corazzo: storia, archeologia e leggende". Oggi commenta le partite interne del Catanzaro per la piattaforma sportiva Sportube.tv.

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Un commento

  1. Non conosco il giovane Presidente del Comitato “La strada che non c’è”, ma devo complimentarmi con Lui per la tenacia che sta dimostrando per portare avanti questa battaglia, per dare a tutto il comprensorio ai piedi del Reventino una reale possibilità di sviluppo. Caro Sig. Mazza quello su cui bisogna insistere, non lasciato intentato nessun percorso, è il recupero dei 94 milioni di euro distratti dalla Giunta regionale per coprire il buco della sanità.
    Ad maiora semper.

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