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La Costituzione come un’opera d’arte nel libro di Vittorio Sgarbi presentato a Soveria Mannelli

DSCI3569La Costituzione può essere considerata un monumento, un’opera d’arte? Per Vittorio Sgarbi e Michele Ainis, sembrerebbe proprio di si! I due, infatti, con un’operazione a dir poco fuori dagli schemi, hanno provato ad associare gli articoli dei Principi Fondamentali e della parte prima della Costituzione a testi di natura più letteraria che tecnico-giuridica e a vere e proprie opere d’arte selezionate e commentate dallo stesso Sgarbi.

L’ennesimo incontro pubblico tra Sgarbi e i cittadini di Soveria Mannelli, ma molti anche provenienti dai paesi vicini e dall’intera Calabria, è avvenuto nell’ambito dell’Università d’Estate 2016 e della storica manifestazione estiva “Essere a Soveria”, presso la Biblioteca “Michele Caligiuri” della Fondazione Italia Domani, con l’occasione della presentazione del suo ultimo libro “La Costituzione e la Bellezza” (La nave di Teseo, 2016), scritto appunto assieme a Michele Ainis.

DSCI3590L’incontro è stato introdotto dal benvenuto, ai cittadini di Soveria e agli ospiti, da parte del sindaco Leonardo Sirianni che ne ha anticipato il tema, concordando con la tesi di fondo del volume e affermando anch’egli che “il bello è il vero elemento unificante del popolo italiano ed è insito nella nostra Costituzione.” Ha poi voluto ricordare la recente presa di posizione rispetto alle Costituzioni dei Paesi del Sud Europa, tra cui l’Italia, da parte della società finanziaria Jp Morgan, per dimostrare quanto la Costituzione possa in effetti avere notevoli implicazioni sui fattori di sviluppo economico di una società e quindi sul PIL di uno Stato nazionale.

DSCI3583Qui però, ci preme aggiungere un commento del tutto personale, considerando le critiche espresse, anche alla nostra Costituzione, dalla Jp Morgan oltremodo pericolose, ancora di più se provenienti, come in questo caso, da chi ha ampiamente contribuito, con la sua cosiddetta “finanza creativa”, a provocare la crisi del 2008 tuttora persistente.

Il consigliere comunale ed editore Florindo Rubbettino ha ricordato come il titolo dell’edizione di quest’anno dell’Università d’Estate, “Lo Spirito dei Luoghi”, sia stato suggerito proprio da Vittorio Sgarbi. Ha ribadito che Bellezza e Costituzione hanno moltissime cose in comune e come sia necessario mantenere l’integrità di entrambe, per poi spostare la riflessione sulle Aree interne, definendole “luoghi non da abbandonare ma da valorizzare”, anche sulla scorta di quanto è scritto in due articoli dei Principi Fondamentali della Costituzione: l’art. 5 che promuove le autonomie locali (e quindi i territori) e l’art. 9 che tutela il paesaggio.

DSCI3585Il vicesindaco e professore Mario Caligiuri ha ripercorso le frequenti presenze di Sgarbi a Soveria Mannelli, distribuite nell’ultimo quarto di secolo, a partire da quella storica del 1989, “in coincidenza con la caduta del muro di Berlino.” Ha voluto riconoscere in Vittorio Sgarbi “l’intellettuale che più di tutti ha contribuito a rendere nota Soveria Mannelli” e anche quello che “rappresenta un’oasi di resistenza” nei confronti di tutto ciò che è brutto. Ha ricordato il ruolo della cultura come motore di sviluppo e la necessità di trasformare il nostro patrimonio culturale “da giacente a vivente.” Ha concluso dicendo che “con la cultura è possibile cambiare la realtà.”

DSCI3596Prendendo la parola, Vittorio Sgarbi ha cominciato a celiare con il pubblico nel suo modo più consueto, parlando a ruota libera e con familiarità, ma alternando alle battute e alle facezie serissimi argomenti riguardanti appunto la bellezza e il suo contrario (la bruttezza), naturalmente in relazione con quanto, esplicitamente o implicitamente, su questo è indicato nella nostra Costituzione.

Ha ribadito che “si deve attribuire alla bellezza un profondo valore economico” e quindi necessiterebbe un “Ministero del Tesoro dei Beni Culturali” per poterla gestire nel migliore dei modi. E ha citato John Kenneth Galbraith che ci fa capire quanto la “componente della bellezza è essenziale nella produzione di automobili, di abiti, di qualunque cosa venga concepita in Italia.” E quindi, ha affermato Sgarbi, “la nostra Costituzione non può non recepire l’elemento della bellezza come essenza profonda dell’Italia.”

DSCI3602Poi ha mostrato il brutto in alcuni esempi di quello che ha definito “l’orrore che abbiamo prodotto, negli ultimi 50 anni, in tantissimi manufatti”: come il Palazzo di Giustizia di Firenze e il grattacielo della Regione Piemonte a Torino, così come l’invasione delle pale eoliche e dei pannelli solari. E ha chiosato: “i costituenti non pensavano che l’Italia cambiasse così tanto da diventare da più bel Paese del mondo il più brutto, fogna di orrori architettonici.”

Allora, per aumentare la consapevolezza dell’importanza della bellezza, si potrebbe integrare una frase all’art. 1 dei Principi Fondamentali: “L’Italia ha la sua identità nella bellezza.” Ma, ha aggiunto, “questa è una riforma che Renzi non ha in mente di fare”.

Nello spiegare la genesi de “La Costituzione e la Bellezza”, ha detto che sta in una semplice richiesta da parte di Ainis “di scrivere questo libro a quattro mani, cosa che non avrei mai pensato di fare perché mi bastano le mie due di mani.” Non si smentisce lo Sgarbi che non perde occasione per mettere in mostra il suo innato senso della battuta.

DSCI3595Per spiegare a grandi linee la struttura del volume, ha preso ad esempio sempre l’art. 1 dei Principi Fondamentali, quello che tutti conosciamo: “L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.”, mirabilmente commentato da Ainis, da lui associato alla celebre tela “Il quarto stato” di Giuseppe Pellizza da Volpedo, che rappresenta proprio “un forte riconoscimento all’operosità come dimensione in cui l’uomo realizza se stesso.”

Si tratta comunque di un volume pregevole nei contenuti e nella forma, che spesso è sostanza; certamente da leggere e diffondere, soprattutto in tempi in cui, seppure solo nella sua seconda parte, ma con indubitabili incidenze sulla prima, la Costituzione viene messa in discussione, quando invece basterebbe forse solo applicarla correttamente.

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di: Raffaele Cardamone

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Raffaele Cardamone è nato a Soveria Mannelli, dove vive da sempre, lavorando prevalentemente nella città di Catanzaro. Da giovanissimo ha realizzato per l’emittente radiofonica “Radio Soveria Uno” dei programmi di nicchia, tra i quali si ricordano ancora “Radio on” e soprattutto “Rock in motion”, oltre a una serie di trasmissioni sportive sulla squadra di calcio locale. Nonostante il legame particolare con il suo luogo d’origine, ha avuto l’opportunità di viaggiare molto in Italia e in Europa prima per motivi di studio e poi di lavoro. Ha la qualifica di “Tecnologo della comunicazione formativa”, acquisita al termine di un corso biennale di formazione professionale sulle applicazioni delle tecnologie informatiche e audiovisive (che cominciavano a fondersi in quelle multimediali) in ambito formativo, e quella di “Coordinatore di attività di progettazione formativa”, acquisita sul campo, lavorando per oltre dieci anni nell’équipe di Coordinamento didattico dell’Enaip Calabria (l’Ente di formazione professionale delle ACLI). Il suo lavoro si svolge nel settore della formazione professionale, con frequenti e numerose deviazioni in quello della comunicazione (editoria specializzata, multimedialità e internet). Da qualche tempo, alcune sue opere letterarie sono presenti sulla piattaforma digitale di self publishing "ilmiolibro.it".

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