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La porta per il Reventino (Motta Santa Lucia). Una porta zen… in una foto di Antonio Renda

Vedendo questa immagine, inviata come sempre dal fotografo Antonio Renda, ho subito pensato, per chissà quali strani processi sinaptici, a un librino Adelphi che comprai, ormai nel secolo scorso, all’aeroporto di Fiumicino – porta del mondo per eccellenza – al ritorno da un viaggio di studio in Olanda, e che parla curiosamente di zen.

Sarà stato senz’altro per il titolo, in cui il vocabolo “porta” è ripetuto per ben due volte: “La porta senza porta”, creando un perfetto ossimoro: una contraddizione in termini, voluta, cercata per stimolare il pensiero, la riflessione, quella faticosa, che si ferma davanti a una porta chiusa e fa di tutto per riuscire ad aprirla, per dare sfogo all’irresistibile desiderio di varcarne la soglia, per scoprire cosa nasconde, per provare a capire.

Perché, per tutti noi, una porta è soprattutto quello che c’è dietro, perché ogni porta è perlopiù un mistero. Perché, come dice il maestro zen Mumon, i cui insegnamenti sono riportati proprio in questo libro:

<<  L’Illuminazione viene sempre dopo che la strada del pensiero è bloccata>>

E aggiunge Mumon, che ha anche il pregio di alternare la prosa con i versi:

<<  Il grande sentiero non ha porte, / Migliaia di strade vi sboccano. / Quando si attraversa quella porta senza porta, / Si cammina liberamente tra cielo e terra.  >>

E la porta della foto sembra proprio aver trovato il proprio punto di equilibrio tra cielo e terra. A partire dal suo colore, un azzurro tenue e sbiadito, come un cielo sereno autunnale, velato da quella sottile nebbiolina che a volte avvolge, come a volerle proteggere da sguardi indiscreti, le pendici del monte Reventino.

Ben visibili, ci sono i segni indelebili del lavoro dell’Uomo, del suo ingegno, della sua arte, come i fregi dell’arco e i ceselli del battente. Ma anche quelli di una natura che vuole riprendersi prepotentemente il suo spazio, con il riaffiorare dei muschi e delle erbe, che si fanno strada tra le crepe, presenti come ferite che il tempo ha involontariamente inferto al legno e al calcestruzzo.

Scrive l’autore della fotografia:

<<  Che sia un buon viatico, una porta come una promessa.  >>

Dunque, che promessa sia! La promessa di un equilibrio ritrovato, il “giusto mezzo” che predicavano i maestri zen e tra loro Mumon. Un equilibrio che serve come acqua da bere al nostro territorio per trovare il modo di accelerare il suo sviluppo ma evitando di provocare devastazioni, per sfruttare le sue risorse naturali ma stando bene attenti a conservarle come tesori preziosi, per invertire finalmente la rotta di un lento declino e risalire la china, attraversando fatalmente una “porta senza porta”, la porta per il Reventino.

Raffaele Cardamone

In basso, La foto realizzata da Antonio Renda e, a seguire, la sua Biografia…motta-santa-lucia-porta

Foto di Antonio Renda (Fototeca della Calabria)

Biografia di Antonio Renda

Antonio Renda è un fotografo e un documentarista. E’ nato a Catanzaro nel 1964. Ha compiuto studi universitari di filosofia e antropologia. Professionista dal 1991. Specializzato in fotografia di architettura, arte e turismo. Il suo archivio conta oltre 100.000 immagini sulla Calabria.
Ha collaborato alla realizzazione di numerosi prodotti editoriali con le maggiori case editrici calabresi: Rubbettino, Abramo, Iiriti, e nazionali come Silvana Editoriale, Electa-Mondadori e ha pubblicato sulle riviste: Oasis, Bell’Italia, A tavola, Terre del vino, Qui Touring, Abitare, Informatore Agrario; ha inoltre curato la fotografia per le Riviste: Calabria Rurale, Calabria è, Catanzaro Arberia.

Collabora da molti anni con le maggiori istituzioni calabresi e con case editrici, e autori vari. Per l’Assessorato alla Cultura e al Turismo della Provincia di Catanzaro ha curato i cataloghi per le edizioni della mostra di arte contemporanea “Intersezioni” (edizioni Electa) e per la mostre realizzate al Museo MARCA di Catanzaro fin dalla sua fondazione.

Ha inoltre realizzato le immagini per le due edizioni del catalogo del “Museo Storico Militare” di Catanzaro (edizioni Rubbettino), i calendari e i cataloghi del “Parco della Biodiversità” di Catanzaro.
Per la mostra “Intersezioni” e il Museo MARCA ha realizzato inoltre i video sugli artisti e le relative mostre.

È responsabile della “Fototeca della Calabria”, associazione che si occupa della divulgazione della cultura e dell’immagine della Calabria, con una particolare attenzione agli scrittori ed artisti calabresi.
Ha inoltre realizzato, negli ultimi anni, numerosi cortometraggi su vari aspetti della cultura calabrese: il mediometraggio “Nella terra di Melusina”, ispirato ad un racconto di Corrado Alvaro, e i cortometraggi “I carbonai di Serra San Bruno”, “Bovari”, “L’ultimo Mugnaio”, “I Palmenti Di Ferruzzano”.

Un’opera fondamentale della sua produzione è il volume fotografico: “Differenze di Vedute – Il paesaggio nella provincia di Catanzaro” (edizioni Rubbettino).

di: Raffaele Cardamone

Raffaele Cardamone è nato a Soveria Mannelli, dove vive da sempre, lavorando prevalentemente nella città di Catanzaro. Da giovanissimo ha realizzato per l’emittente radiofonica “Radio Soveria Uno” dei programmi di nicchia, tra i quali si ricordano ancora “Radio on” e soprattutto “Rock in motion”, oltre a una serie di trasmissioni sportive sulla squadra di calcio locale. Nonostante il legame particolare con il suo luogo d’origine, ha avuto l’opportunità di viaggiare molto in Italia e in Europa prima per motivi di studio e poi di lavoro. Ha la qualifica di “Tecnologo della comunicazione formativa”, acquisita al termine di un corso biennale di formazione professionale sulle applicazioni delle tecnologie informatiche e audiovisive (che cominciavano a fondersi in quelle multimediali) in ambito formativo, e quella di “Coordinatore di attività di progettazione formativa”, acquisita sul campo, lavorando per oltre dieci anni nell’équipe di Coordinamento didattico dell’Enaip Calabria (l’Ente di formazione professionale delle ACLI). Il suo lavoro si svolge nel settore della formazione professionale, con frequenti e numerose deviazioni in quello della comunicazione (editoria specializzata, multimedialità e internet). Da qualche tempo, alcune sue opere letterarie sono presenti sulla piattaforma digitale di self publishing "ilmiolibro.it".

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