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Motta Santa Lucia, per “Cantine Aperte a San Martino” visita dei rotariani

In occasione dell’appuntamento autunnale “Cantine Aperte a San Martino” i club Rotary di Lamezia Terme, Rogliano Valle del Savuto, Amantea approdano per una visita conoscitiva alla cantina dell’azienda vitivinicola del Savuto-Reventino  “Le Moire” di cui titolare il dott. Paolo Chirillo.

Un inter club interessante e piacevole sotto diversi aspetti, che ha accomunato i numerosi soci nel giorno di San Martino nel detto “ogni mosto è vino” alzando i calici per brindare all’amicizia, quella rotariana, cioè “fare services”.

Una giornata alla riscoperta delle strade del vino del Savuto, prodotto nella bassa valle del fiume Savuto e riconosciuto Doc dall’Unione Europea legato ad antiche tradizioni della vendemmia, di un territorio vocato da sempre alla coltivazione di vigneti. Circa due ore d’intrattenimento per condividere con i tantissimi appassionati la gioia di assaggiare la produzione dei vini della prestigiosa cantina. E’ con questo spirito che i presidenti dei tre club: Domenico Galati, Pietro Rizzuto e Giacomo Pellegrino hanno salutato i partecipanti e sottolineato la positività e l’importanza di questi incontri, sia sotto l’aspetto sociale che culturale, il cui scopo è anche quello di far conoscere le potenzialità economiche e paesaggistiche del territorio Savuto-Reventino.

Ad accompagnare nella visita e intrattenere gli ospiti è stato Mario Reda, agronomo ed esperto di vini, che ha tracciato brevemente la storia dell’azienda e il coraggio imprenditoriale di Chirillo. Con professionalità e semplicità Reda, ha saputo catturare l’interesse dei rotariani accompagnandoli in questo viaggio entusiasmante e spiegando loro i vari passaggi dalla vendemmia al vino.

Nell’esposizione di Reda non sono mancati aneddoti, la passione per la terra, consigli sulla scelta dei vini e al bere. Infine la degustazione del prelibato nettare, bianco e nero Annibale Calabria IGT; Shemale Savuto Doc; Zaleuco e Mute, un vino rosso quest’ultimo vinificato da uve autoctone come Arvino, Magliocco e Greco Nero. Un’esperienza quella vissuta nella cantina “Le Moire” suggestiva e potremmo dire teatrale, colori e profumi hanno coinvolto tutti i sensi, dall’olfatto al gusto.

Infine dalla visita è emerso che il vino italiano è trainante per l’economia, e quello calabrese riscuote molto successo, tanto è vero che la produzione e l’esportazione negli ultimi anni è aumentata. Il parere dell’esperto è quello di non bisogna adagiarsi sugli allori, bensì guardare avanti e le aziende devono saper costruire sempre meglio una visione strategica, gestionale, organizzativa in sinergia con altri settori del Made in Italy. Fine della giornata col brindisi al socio e amico Rodolfo per il suo compleanno.

di: Pasquale Taverna

Giornalista pubblicista, vive a Bianchi (CS), ha lavorato come docente nelle scuole superiori, con passione si occupa e promuove la cultura locale e con sensibilità segue i temi ambientali del territorio.

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