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Progetto Ciak, gli studenti simulano un processo al tribunale dei minori di Catanzaro

di Enzo Bubbo –

Qual è in Calabria uno dei migliori progetti  di educazione e sensibilizzazione alla legalità? Domanda legittima, risposta scontata: “Ciak… processo simulato per evitare un processo vero”.

Ne sanno qualcosa gli studenti dell’Istituto professionale servizi per agricoltura di Sersale, dirigente scolastica Rosetta Falbo, che nella giornata di sabato 26 gennaio 2019, presso tribunale dei minori di Catanzaro, hanno drammatizzato, per la prima volta, un copione sul cyberbullismo.

Protagonisti i discenti della classe seconda, della quarta e della quinta dell’Istituto professionale dei servizi per agricoltura e lo sviluppo rurale, accompagnati  dalle docenti Rosetta Vitaliano e Anna Rita Colacino.

Punto centrale è stata la simulazione di un processo penale minorile effettuata in una vera aula giudiziaria, in cui i ragazzi partecipano in veste di attori con la collaborazione, la supervisione e la presenza di giudici togati, onorari, avvocati e personale esperto in tematiche psicologiche e sociali.

L’ interpretazione di ruolo ha avuto come denominatore comune  il cyberbullismo ed è stata l’occasione per avvicinare gli studenti sersalesi non solo alle principali tematiche del diritto penale, ma anche per farli riflettere sull’utilizzo dei principali strumenti di comunicazione (whatapp e facebook) e su argomenti centrali per una crescita sana quali l’amore, l’amicizia, la socializzazione e il perdono.

Il progetto “Ciak… un processo simulato per evitare un vero processo” è nato da una splendida intuizione del tribunale per i minorenni di Catanzaro, con la collaborazione dell’Ufficio Scolastico Regionale, promosso dal Centro Calabrese di Solidarietà e finanziato dal Ministero della Giustizia, dall’Associazione Nazionale Magistrati (Sezione Calabria), dalla Regione Calabria, dal Garante dei diritti dell’infanzia e adolescenza della Regione e dalla Fondazione Carical.

Al progetto hanno aderito il tribunale per i minorenni di Reggio Calabria, i tribunali ordinari di Castrovillari, Cosenza, Lamezia Terme, Locri e Paola e le Camere minorili di Catanzaro, Cosenza e Lamezia Terme.

Anche quest’anno sono quasi cento le comunità scolastiche calabresi coinvolte dal processo simulato: Sersale c’è e ci sarà per fare scuola di valori.

di: La redazione

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