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Per una sanità calabrese allo sbando non è sufficiente il ritiro del “piano di rientro”

italia e croce rossaRispetto alle recenti prese di posizione del consiglio regionale della Calabria, in merito alla richiesta di ritiro del piano di rientro sanitario nei confronti del governo centrale, il dottor Giacinto Nanci, medico di famiglia a Catanzaro (che si autodefinisce “medico di serie B per pazienti di serie B a causa del piano di rientro”) ha ancora una volta da mettere in evidenza la perdita di vista di un fattore che lui ritiene più decisivo nell’affrontare i problemi che da troppi anni tormentano la sanità calabrese, spiegandoci l’equivoco di fondo per cui il piano di rientro non è l’unico né il più importante responsabile di una sanità calabrese allo sbando.

Lo fa come al solito uscendo allo scoperto e senza usare mezzi termini, con un’ennesima lettera aperta, datata 5 aprile 2016, che riteniamo opportuno riportare di seguito in forma integrale:

dottor Nanci<< Il consiglio regionale della Calabria  ha chiesto il ritiro da parte del governo del  piano di rientro sanitario. Problemi risolti. Niente affatto perché i veri problemi della sanità calabrese sono che: 1) La Calabria ha oltre duecentomila  malati cronici in più della media italiana (nei quasi due milioni di calabresi ci sono oltre duecentomila malati cronici in più che in altri due milioni di italiani qualsiasi), per come certificato dal decreto n. 103 del 30 settembre 2015 del commissario Scura e del responsabile del Dipartimento Salute della Regione Calabria dott. Fatarella, dal documento “Salute Calabria” della Conferenza Stato-Regioni e dal “Decimo rapporto sanità” delle commissioni sanità di Camera e Senato dell’ottobre 2014; 2) La Calabria, a fronte della maggiore numerosità delle malattie, riceve meno finanziamenti per la sanità a causa del meccanismo di riparto basato sul calcolo della popolazione pesata e dei costi standard; 3) Questo meccanismo di riparto dei fondi sanitari penalizzante per la Calabria dura dal 1999; 4) La Calabria è la terzultima regione italiana  per spesa pubblica e privata pro capite; 5) I calabresi con più malattie croniche fanno molti meno esami e visite specialistiche della media del resto d’Italia, per cui le loro malattie peggiorano, si complicano e devono essere curate nei centri di eccellenza fuori regione, causando una spesa annua per la Calabria di riparto risorsecirca 300 milioni di euro che peggiora gravemente la spesa sanitaria calabrese. Quindi la regione Calabria, a fronte di maggiore numerosità di malattie croniche, riceve meno fondi per la sanità, spende pro capite meno delle altre regioni italiane, i calabresi fanno meno prevenzione, esami e visite specialistiche, e paradossalmente è soggiogata da sette anni al piano di rientro sanitario imposto dal governo. Il piano di rientro è ingiusto perché imposto da un puro e semplice calcolo economico che non tiene conto della maggiore numerosità delle malattie dei calabresi ed è anche dannoso perché imponendo ulteriori sacrifici sui già insufficienti finanziamenti in sanità fa peggiorare la salute dei malati calabresi e deprime l’intera economia della Calabria con l’aumento delle tasse e delle accise. Cosa fare allora per risolvere i problemi della sanità calabrese? A) ottenere il ritiro dell’ingiusto e dannoso piano di rientro; B) ma ancor di più ottenere che i fondi sanitari alle regioni avvengano in base alla numerosità delle malattie e non con il puro calcolo economico della popolazione pesata. Infatti se continuerà il sottofinanziamento alla sanità della regione Calabria, che dal 1999 ad oggi ci ha già sottratto quasi due miliardi di euro, i fondi non basteranno per curare i molti malati e saremo punto e daccapo e ci verrà imposto un nuovo piano di rientro. Ed è per questo motivo che, dopo sette anni di piano di rientro, l’ultimo rilevamento ha visto peggiorare l’applicazione dei LEA (Livelli Essenziali di Assistenza) ed è per questo che la Calabria deve vincere la battaglia per la giusta ripartizione dei fondi sanitari. Chi ha più malati deve ricevere più fondi e non di meno. Purtroppo dagli interventi del consiglio regionale non sembra evidenziarsi la conoscenza e la consapevolezza del vero problema della sanità calabrese oppure manca il coraggio per le battaglie vere.  >>

Giornata nazionaleSiccome è proprio di ieri la notizia, contenuta nel Rapporto Censis-Ispe e resa nota nel corso della “Giornata nazionale contro la corruzione in sanità”, che appunto la corruzione in sanità costa sei miliardi di euro l’anno al nostro Paese, con episodi di malcostume rilevati in una ASL su tre, ci permettiamo di aggiungere ai saggi suggerimenti del dottor Nanci, che questo stato di cose sottrae risorse fondamentali a tutte le regioni, ma a farne le spese maggiori è certamente chi parte già svantaggiato, proprio come la Calabria.

di: Raffaele Cardamone

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Raffaele Cardamone è nato a Soveria Mannelli, dove vive da sempre, lavorando prevalentemente nella città di Catanzaro. Da giovanissimo ha realizzato per l’emittente radiofonica “Radio Soveria Uno” dei programmi di nicchia, tra i quali si ricordano ancora “Radio on” e soprattutto “Rock in motion”, oltre a una serie di trasmissioni sportive sulla squadra di calcio locale. Nonostante il legame particolare con il suo luogo d’origine, ha avuto l’opportunità di viaggiare molto in Italia e in Europa prima per motivi di studio e poi di lavoro. Ha la qualifica di “Tecnologo della comunicazione formativa”, acquisita al termine di un corso biennale di formazione professionale sulle applicazioni delle tecnologie informatiche e audiovisive (che cominciavano a fondersi in quelle multimediali) in ambito formativo, e quella di “Coordinatore di attività di progettazione formativa”, acquisita sul campo, lavorando per oltre dieci anni nell’équipe di Coordinamento didattico dell’Enaip Calabria (l’Ente di formazione professionale delle ACLI). Il suo lavoro si svolge nel settore della formazione professionale, con frequenti e numerose deviazioni in quello della comunicazione (editoria specializzata, multimedialità e internet). Da qualche tempo, alcune sue opere letterarie sono presenti sulla piattaforma digitale di self publishing "ilmiolibro.it".

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