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Scigliano e il suo castello

Ritratto della Regina Costanza d'Altavilla
Ritratto della Regina Costanza d’Altavilla

Scigliano è un comune di circa 1500 abitanti in provincia di Cosenza. Un tempo era considerato uno dei più importanti comuni del Regno di Napoli. Il suo nome deriverebbe dal latino Silius con l’aggiunta del suffisso anus (che indica l’assidua presenza in loco di accampamenti romani). Secondo la tradizione il piccolo centro calabrese, fu fondato sul sito dell’antica città di Sturni e crebbe intorno ad un castrum fortificato, commissionato nell’anno 566 dal romano Marco Giulio Sillano e menzionato dallo storico Tito Livio nel “De Bello Macedonico”.

Scigliano si trovava anche nelle vicinanze di un porto fluviale situato nei pressi del fiume Savuto che, nella Tabula Peutingeriana (carta che mostrava le vie militari dell’impero romano), veniva chiamato statio di ad fluvium Sabatum.

Ponte di epoca romana sul fiume Savuto detto di Annibale.
Ponte di epoca romana sul fiume Savuto detto di Annibale.

Nel 1198 Costanza d’Altavilla, imperatrice e madre di Federico II, fece redigere un importante documento, nel quale ordinava la ricostruzione dei castelli di Nicastro e Scigliano distrutti durante la guerra tra i Normanni e gli Svevi. I ruderi del castello oggi sono appena visibili e i pochi rimasti sono stati completamente avvolti e inglobati dalla fitta vegetazione. Tra le rovine sono stati individuati alcuni resti scheletrici e antiche monete. Il castello, probabilmente, sorgeva sulla collina che sovrasta l’attuale frazione di Diano, dominando la valle del fiume Savuto e il suo sbocco sul mar Tirreno. La fortificazione fu costruita per difendere l’antica Scigliano dagli attacchi dei vicini Bruzi e dalle scorrerie dei Cartaginesi. Purtroppo, la documentazione relativa al castrum sciglianese è scarsa o, più precisamente, assente. Nell’area dove un tempo sorgeva il castello, non sono mai state fatte indagini archeologiche approfondite, per cui oggi bisogna affidarsi alle leggende e alla tradizione orale. I dubbi e gli interrogativi, se si trattasse di un vero e proprio castello o di una sola torre difensiva, rimangono. Alcuni abitanti del posto sono convinti di aver visto un’ampia camera di pietra, con un arco e delle scale oggi completamente scomparse.

Scigliano fu città universitaria da intendere come comunità, come ente collettivo di studio, possedeva numerosi terreni che si estendevano fino all’abbazia di Corazzo, è conosciuta come la città delle quaranta chiese. Oggi a Scigliano, a causa di una frana, manca una delle sue strade principali, la popolazione è drasticamente diminuita; ma sarebbe bello un giorno vedere questo posto brulicante di studiosi, storici e archeologi che metterebbero al loro posto tutti i tasselli di questa splendida storia affascinante e millenaria.

Da Scigliano si domina tutta la valle del Savuto e il suo sbocco sul mar Tirreno.
Da Scigliano si domina tutta la valle del Savuto e il suo sbocco sul mar Tirreno.

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di: Samuele Anastasio

Samuele Anastasio è nato a Soveria Mannelli nel 1984, si è laureato in Conservazione dei Beni Culturali presso l'Università della Calabria e successivamente ha conseguito col massimo dei voti la laurea magistrale in Archeologia Medievale presso l'Università degli Studi di Perugia. Ha pubblicato un saggio dal titolo "Abbazia di Santa Maria di Corazzo: storia, archeologia e leggende". Oggi commenta le partite interne del Catanzaro per la piattaforma sportiva Sportube.tv.

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