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“Sulle tracce della Via Popilia”, il percorso dei pellegrini passa dal ponte d’epoca romana di Scigliano

Via Popilia, ponte epoca romana sul fiume SavutoPromosso da “Progetto Gedeone” si è tenuto un incontro, nei giorni scorsi, presso il Museo della Memoria a Lamezia Terme in corso Vittorio Emanuele, per presentare nell’ambito del programma “Cammini del Sud” un percorso che potrebbe essere seguito dai pellegrini denominato “Sulle tracce della Via Popilia” di cui rimane traccia nel territorio del Reventino e del Savuto. Si ricorda che “Cammini del Sud” è un’associazione che raggruppa i diversi sodalizi che in questi anni hanno saputo tracciare i percorsi e incentivare il passaggio di pellegrini e camminatori lungo le più importanti tratte camminabili a Sud di Roma. Per quanto riguarda la Via Popilia, com’è noto, un tratto della strada d’epoca romana passava sul ponte che rimane eretto, nonostante il passare dei secoli, nei pressi di Scigliano costruito per oltrepassare il fiume Savuto. (Nelle foto il ponte come si presenta attualmente).

Via Popilia, ponte epoca romana sul fiume Savuto 2Il passaggio è inserito nell’ambito dei percorsi di pellegrini e camminatori individuati lungo le più importanti tratte percorribili a Sud di Roma, seguendo le tracce di quello che rimane dell’importante Via Popilia, antica strada romana costruita (132 a.C.) dal console romano Publio Popilio Lenate e che collegava Capua a Reggio di Calabria. Nella storia la via consolare Popilia costiturà uno dei percorsi su cui si impiaterà la successiva medievale Via Franchigena “da Palermo a Roma”. La Via Francigena, Franchigena, Francisca o Romea, costituiva una parte di un fascio di vie, dette anche vie Romee, che conducevano dall’Europa centrale, in particolare dalla Francia, a Roma.

A tal riguardo, anche se rimane per il momento solo una proposta operativa, si sta studiando la possibilità di proporre nel programma dei “Cammini del Sud” dei tratti della via consolare Popilia, nella ramificazione delle strade franchigene, inserita nel contesto del percorso principale il “Cammino di Gioacchino” dedicato all’abate Gioacchino da Fiore, che presso il monastero di Santa Maria di Corazzo, i cui ruderi imponenti sono visitabili nel comune di Carlopoli, costituisce il luogo dove l’abate riscrisse alcune delle sue opere più importanti.

Ritornando all’incontro promosso da “Progetto Gedeone” l’occasione è servita a far conoscere il progetto e i contenuti emersi nella terza assemblea costituente del coordinamento nazionale “Cammini del Sud” svoltasi nelle scorse settimane nella prestigiosa Torre di Porta Napoletana a Velletri, nel cui coordinamento a rappresentare la Calabria era presente Antonio Mangiafave di “Progetto Gedeone” (associazione che da qualche anno ha a cuore lo sviluppo dell’ex abbazia di Corazzo nel territorio del Reventino). “Cammini del Sud” è una costituenda associazione di secondo livello, che vuole riunire le associazioni o le reti associative leader nella realizzazione e valorizzazione di percorsi di mobilità lenta delle Regioni del Centro- Sud d’Italia. Tanti sono i punti di forza del credo di “Cammini del Sud” tra cui: credere nel movimento lento; sguardo che spazia e nel passo che procede; territorio occasione e opportunità di crescita socio­economica condivisa e responsabile; promuovere i cammini significhi lavorare per una profonda positiva trasformazione della società civile; potere della Rete; camminare a Sud, è un valore sociale, una valenza politica ed un impegno.

di: La redazione

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