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Un libro su Dalida, alias Jolanda Gigliotti, a trent’anni dalla sua prematura scomparsa

Con il libro “Cercando Jolanda – Vita in controluce di Dalida, la Calabrese di Parigi”, l’autrice Titti Preta, anche lei calabrese, ha voluto ricordare questa figura, per il nostro territorio mitica e per la verità già indimenticabile, a trent’anni esatti dalla sua prematura scomparsa, che risale infatti al 3 maggio 1987.

Il libro è un saggio romanzato sulla vita di Dalida, ma anche sul male di vivere che la condusse al suicidio quando aveva appena 54 anni e ancora moltissimo da dare in campo artistico e musicale. Peraltro, le toccò in sorte – fortemente voluto – lo stesso tragico destino di uno dei suoi compagni di vita, Luigi Tenco, con il quale aveva cantato in coppia al Festival di Sanremo del 1967 la canzone “Ciao amore ciao”.

Le sue origini calabresi e più in particolare di Serrastretta, rivelate chiaramente dal suo vero nome, Jolanda Cristina Gigliotti, non sono state mai dimenticate, anche se era nata a Il Cairo e visse soprattutto a Parigi.

L’autrice Titti Preta descrive così la sua fatica letteraria:

<< L’opera è uno scavo nella persona, a volte indecifrabile, che fu Jolanda Gigliotti. Per farla rivivere e, dove necessario, specie nei riguardi dei più giovani, farla conoscere e apprezzare come artista innovativa e all’avanguardia. E’ un doveroso tributo a un’icona della musica che ha dato lustro alla Calabria, ma è soprattutto un ritratto di donna, anticonvenzionale e non stereotipato, visto “in chiaroscuro” e che può diventare oggetto di una profonda riflessione. >>

La storia personale di Dalida è di per sé un romanzo. La sua famiglia emigrò dalla Calabria in Egitto per trovare lavoro durante la costruzione del canale di Suez. Ma, l’amore per la musica, trasmessole dal padre, le permise di trovare – giovanissima – il successo a Parigi, diventando una vera e propria star, piuttosto poliedrica, come attrice di cinema, ma anche di teatro, e cantante.

Ma questo non le bastò a trovare la serenità e a rifugiarsi in quei valori, l’amore e la famiglia, che non possono mai essere sostituiti dal successo, portandola al tragico epilogo di una vita sempre al limite e certamente non convenzionale.

L’autrice del libro è Titti Preta, laureata in Lettere Classiche a Firenze, epigrafista e docente di Lettere Antiche, delegata del FAI, blogger, poetessa, critica letteraria, studiosa delle tradizioni popolari, scrittrice di numerosi volumi e vincitrice di alcuni prestigiosi premi letterari anche a livello nazionale.

di Raffaele Cardamone

di: Raffaele Cardamone

Raffaele Cardamone è nato a Soveria Mannelli, dove vive da sempre, lavorando prevalentemente nella città di Catanzaro. Da giovanissimo ha realizzato per l’emittente radiofonica “Radio Soveria Uno” dei programmi di nicchia, tra i quali si ricordano ancora “Radio on” e soprattutto “Rock in motion”, oltre a una serie di trasmissioni sportive sulla squadra di calcio locale. Nonostante il legame particolare con il suo luogo d’origine, ha avuto l’opportunità di viaggiare molto in Italia e in Europa prima per motivi di studio e poi di lavoro. Ha la qualifica di “Tecnologo della comunicazione formativa”, acquisita al termine di un corso biennale di formazione professionale sulle applicazioni delle tecnologie informatiche e audiovisive (che cominciavano a fondersi in quelle multimediali) in ambito formativo, e quella di “Coordinatore di attività di progettazione formativa”, acquisita sul campo, lavorando per oltre dieci anni nell’équipe di Coordinamento didattico dell’Enaip Calabria (l’Ente di formazione professionale delle ACLI). Il suo lavoro si svolge nel settore della formazione professionale, con frequenti e numerose deviazioni in quello della comunicazione (editoria specializzata, multimedialità e internet). Da qualche tempo, alcune sue opere letterarie sono presenti sulla piattaforma digitale di self publishing "ilmiolibro.it".

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3 Commenti

  1. Grazie dell’attenzione prestata al mio saggio romanzato corredato di bellissime e struggenti liriche per Jolanda…Dalida forever

    • Grazie all’autrice Titti Preta, che – nel ricordare la grande artista che è stata Dalida – non ha dimenticato di citare le sue origini, qui alle falde del Monte Reventino e precisamente a Serrastretta.

      • c’è UN CAPITOLO DEDICATO A DALIDA E LA CALABRIA E PURE L’INTERVISTA FATTA DA dORELLI IN CUI LEI DICHIARA DI ESSERE DI SERRASTRETTA. NON SONO IO A DIRLO, MA è LEI CHE SI DICHIARA TALE, PER VEIRITa’ STORICA DOVEVO RIPORTARLO E L’HO FATTO CON SCRUPOLISITA’ COME LA RICOSTRUZIONE DEL SUO ITER

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