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Università d’Estate: Giordano Bruno Guerri torna a Soveria Mannelli per continuare a “dissolvere l’ovvio”

La prima lezione dell’Università d’Estate, che quest’anno ha per tema “Il futuro della storia”, è stata affidata a Giordano Bruno Guerri, storico e intellettuale di altissima levatura.

Con le loro rispettive presentazioni, il sindaco di Soveria Mannelli, Leonardo Sirianni, e il direttore dell’Università d’Estate, Mario Caligiuri, ne hanno ricordato l’antica amicizia che lo lega alla città del Reventino e soprattutto la sua passata esperienza come assessore per un mese “al dissolvimento dell’ovvio”, che risale esattamente a vent’anni fa.

Giordano Bruno Guerri ha esordito proprio ricordando quell’esperienza: << Sono contento di aver fatto qui l’assessore. Non avrei mai fatto l’assessore alla cultura, ma al “dissolvimento dell’ovvio”, quello sì. Uno degli obiettivi era richiamare l’attenzione su Soveria Mannelli, anche con le provocazioni, e ci siamo riusciti. L’altro scopo era dare vita a delle iniziative innovative, com’è stato per la notte bianca, che non abbiamo chiamato così per rispetto a Dostoevskij, che aveva già occupato il titolo. E allora venne fuori lo SMOC: Soveria Mannelli Orario Continuato. Ricordo che arrivarono i giornali alle tre di mattina, come segni di vita che si sono rapidamente diffusi tra i presenti. >>

Poi ha inaspettatamente parlato dei dinosauri, ricordando per quanto tempo questi hanno dominato il pianeta: un’enormità rispetto all’Uomo. Però l’Uomo ha impresso infiniti cambiamenti più dei dinosauri, perché è dotato di intelligenza e di curiosità.

Ritornando ai nostri tempi ha aggiunto: << Venendo qui, pensavo a come eravamo 20 anni fa. Le sensazioni dominanti erano che la politica si fosse assestata dopo il terremoto di mani pulite, che l’Europa ci avrebbe portato enormi benefici e che ci aspettava un lungo periodo di pace, benessere e serenità. >>

Ovviamente, oggi possiamo dire che non è andata proprio così, ma Giordano Bruno Guerri ha ricordato a tutti di averlo scritto nel 1996 con Ida Magli, assieme alla quale aveva pubblicato un saggio in forma di dialogo (appena riedito da Bompiani), “Per una rivoluzione italiana”, in cui i due avevano descritto ben altri scenari.

Poi si è subito schermito dicendo che lo storico non ha certo la palla di vetro, ma ha gli occhi sulla nuca per vedere davanti, perché la conoscenza della storia permette quanto meno di fare ipotesi sul futuro.

Ha celiato, utilizzando delle frasi fatte sulla storia: << La storia è maestra di vita ma insegna a una classe di asini. >> E ancora: << Proprio perché la storia si ripete, noi continuiamo a ripetere gli stessi errori. >>

Ma poi ha lasciato trapelare tutto il suo attuale ottimismo: << Sono ottimista perché credo nella grandezza dell’uomo come individuo. Il popolo italiano è un grande popolo, abbiamo una grandissima storia alle spalle e abbiamo assorbito la bellezza nel nostro DNA. >>

Sui ragazzi italiani che vanno all’estero per migliorare le proprie condizioni di vita, quelli che vengono definiti “cervelli in fuga<< ma i cervelli non fuggono, corrono >> ha tenuto a precisare, ha detto che, al contrario di quanto si pensa comunemente, questi << restituiscono molto più di quanto gli abbiamo elargito in formazione, attraverso il prestigio che ci danno. Sono Made in Italy, sono come gli artisti del Rinascimento che andavano in giro per le corti d’Europa ad esportare la bellezza italiana. >>

Ma anche tra quelli che decidono di restare lui scorge tanti ragazzi brillanti, che hanno la cultura nel sangue, la curiosità e il senso della bellezza. Con loro << il nostro futuro sarà bello! >> Ha poi concluso con una vena ottimistica che ha contagiato un po’ tutti e che è stata particolarmente apprezzata dal sindaco Leonardo Sirianni.

Giordano Bruno Guerri, conclusa la lezione, ha risposto alle domande dell’uditorio e si è poi concesso, in un folto capannello, ai presenti che hanno voluto congratularsi con lui e ringraziarlo personalmente.

La lezione, davvero molto interessante, come ci ha ormai abituato l’Università d’Estate, ha dato ancora una volta l’opportunità di avere un contatto diretto con un intellettuale dei nostri tempi che ha dispensato concetti importanti e profondi, ma sempre in una chiave leggera e piacevole, come si addice a una serata estiva.  

di Raffaele Cardamone

di: Raffaele Cardamone

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Raffaele Cardamone è nato a Soveria Mannelli, dove vive da sempre, lavorando prevalentemente nella città di Catanzaro. Da giovanissimo ha realizzato per l’emittente radiofonica “Radio Soveria Uno” dei programmi di nicchia, tra i quali si ricordano ancora “Radio on” e soprattutto “Rock in motion”, oltre a una serie di trasmissioni sportive sulla squadra di calcio locale. Nonostante il legame particolare con il suo luogo d’origine, ha avuto l’opportunità di viaggiare molto in Italia e in Europa prima per motivi di studio e poi di lavoro. Ha la qualifica di “Tecnologo della comunicazione formativa”, acquisita al termine di un corso biennale di formazione professionale sulle applicazioni delle tecnologie informatiche e audiovisive (che cominciavano a fondersi in quelle multimediali) in ambito formativo, e quella di “Coordinatore di attività di progettazione formativa”, acquisita sul campo, lavorando per oltre dieci anni nell’équipe di Coordinamento didattico dell’Enaip Calabria (l’Ente di formazione professionale delle ACLI). Il suo lavoro si svolge nel settore della formazione professionale, con frequenti e numerose deviazioni in quello della comunicazione (editoria specializzata, multimedialità e internet). Da qualche tempo, alcune sue opere letterarie sono presenti sulla piattaforma digitale di self publishing "ilmiolibro.it".

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