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Viaggio nello “sguardo” del lupo. Giacomo Gervasio e Francesca Crispino si raccontano

 “Lo sguardo del lupo  sembra entrarti nel profondo dell’animo e ti invade il brivido di un’emozione indescrivibile“. Una coppia nella vita e nel lavoro, una passione letteralmente autentica per la natura,  in attivo interessanti studi su diversi animali selvatici della nostra terra,  guide ufficiali del Parco Nazionale della Sila e del Pollino, e ancora, un nuovo modo di fare turismo, naturalisti, un amore oltre ogni immaginazione  per i lupi,  questo il “comune” profilo di Giacomo Gervasio e Francesca Crispino.

Sacrifici, tanto studio, una formazione certosina e specifica, rinunce, e soprattutto amore per la natura hanno spinto questi “pionieri”  nel coniare una nuova forma di turismo alternativo. Una sorta di ospitalità legata al contatto reale con la gente del posto, per far assaporare al visitatore la cultura, le tradizioni e per “stregarne” lo sguardo con l’immenso patrimonio ambientale della nostra Calabria.

Vi lega letteralmente una forte passione, direi “autentica” per la natura, che da qualche tempo è diventata un pilastro del vostro lavoro, quali iniziative portate avanti?

Oramai da molti anni offriamo supporto tecnico-scientifico a Enti Pubblici o privati per varie tipologie di studio o monitoraggio ambientale, in particolare siamo attualmente impegnati in alcuni studi su diversi gruppi di animali selvatici nella nostra regione. Inoltre in più 20 anni di attività abbiamo maturato una buona esperienza nel campo dei servizi turistici legati all’ambiente, acquisendo  sia io che Francesca il titolo di Guida Ufficiale di 2 Parchi Nazionale, il Pollino e la Sila. E così che nel 2017 siamo riusciti ad aprire Greenwood tour operator con il quale proponiamo itinerari turistici alternativi legati alla filosofia dell’accoglienza esperienziale, un’ospitalità legata al contatto reale con la gente del posto, per fare scoprire la cultura, le tradizioni e l’immenso patrimonio di biodiversità del sud Italia.

Preparazione, tanti sacrifici, diciamo un perimetro ben definito per il vostro lavoro, come mai avete deciso di portare avanti  queste iniziative?

Abbiamo assecondato le nostre passioni e aperto una scommessa sul nostro futuro, siamo legati in modo viscerale ai colori, agli odori e a tutte le straordinarie peculiarità della nostra terra e nonostante le tante criticità e contraddizioni che la caratterizzano crediamo sia un bellissimo posto dove vivere e fare crescere i propri figli. Per questo motivo abbiamo pensato di non mollare e investire sul posto.

Secondo voi le nostre bellezze potrebbero rappresentare un punto di forza per il turismo?

Da sole sicuramente non bastano, possiamo continuare a promuovere l’unicità del pino loricato sul Pollino, della Riserva dei Giganti di Fallistro in Sila o delle comunità grecaniche nell’Aspromonte ma è assolutamente necessario incominciare tutti ad amare e rispettare un po’ di più la nostra terra, pensare che ogni rifiuto lasciato per strada è un detrattore rispetto alle possibilità di crescita per ognuno di noi ( riflettono ndr)

Il vostro lavoro è pregno del sapore raffinato dell’avventura, ricordate un aneddoto simpatico?

Ci viene di raccontare spesso di un’esperienza vissuta  qualche anno fa durante un importante progetto di monitoraggio del lupo nel Parco del Pollino In una fase del monitoraggio notturno, nel quale si effettuano i richiami acustici per individuare i nuclei riproduttivi, ci siamo ritrovati nel bel mezzo di un branco di lupi che ha risposto alle nostre stimolazioni a non più di 20 metri da noi ( sorridono ndr). Ci trovavamo in una delle aree più remote dell’Orsomarso e avevamo fatto un po’ di percorso a piedi nel silenzio più totale e devo dire che quel corus howling di circa 7 individui fra cuccioli e adulti nel bel mezzo di una vera e propria wilderness ci ha fatto provare un’ emozione difficile da descrivere ma che ancora oggi si legge nei nostri occhi

Cosa rappresentano per voi i lupi? Vedere un lupo negli occhi quali emozioni sprigiona?

I lupi sono animali straordinari, entrare in contatto con loro significa rimanere affascinati dal loro modo di essere e di vivere. Animali monogami, sociali che vivono in branco e stabiliscono fra di loro i vari ruoli, che collaborano tutti insieme alla gestione e alla stabilità del gruppo, che hanno sviluppano diversi tipi di comunicazione per le loro interazioni, in altre parole animali molto simili a noi uomini e alla nostra organizzazione sociale.

Per noi i lupi rappresentano tutta la nostra vita, ci siamo conosciuti sul campo proprio mentre eravamo impegnati nello stesso gruppo di ricerca su questa specie e da allora abbiamo continuato il nostro percorso insieme, abbiamo messo su il nostro “branco”; per cui per noi rappresenta l’animale simbolo della nostra storia.

Avere la fortuna di poter vedere un lupo negli occhi lascia letteralmente sbalorditi, il suo sguardo  sembra entrarti nel profondo dell’animo e ti invade il brivido di un’emozione indescrivibile. Con il suo sguardo il lupo mostra tutta la sua fierezza che lo rende un animale veramente affascinante e straordinario.

di Omar Falvo

di: Omar Falvo

Omar Falvo: Laureato in Filosofia e Storia, Guida Ufficiale del Parco Nazionale della Sila, giornalista da anni collabora con diverse testate e settimanali nazionali. Tanti i reportage direttamente dal set della fiction "Don Matteo" e "Un passo dal cielo".

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